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Lo Sri Lanka attendeva le dimissioni del suo leader, invece c'è stato un colpo di scena

SRI LANKALo Sri Lanka attendeva le dimissioni del suo leader, invece c'è stato un colpo di scena

13.07.22 - 08:49
Il presidente Gotabaya Rajapaksa ha raggiunto le Maldive, si attende da un momento all'altro che lasci l'incarico
keystone-sda.ch / STF (Eranga Jayawardena)
Lo Sri Lanka attendeva le dimissioni del suo leader, invece c'è stato un colpo di scena
Il presidente Gotabaya Rajapaksa ha raggiunto le Maldive, si attende da un momento all'altro che lasci l'incarico

COLOMBO - Drammatico colpo di scena nello Sri Lanka, nel giorno che avrebbe potuto sancire le dimissioni del presidente Gotabaya Rajapaksa, dopo quelle del primo ministro Ranil Wickremesinghe

Il jet e la lettera - Rajapaksa, anziché annunciare di aver fatto un passo indietro, è fuggito alle Maldive a bordo di un aereo militare insieme alla moglie e a due guardie del corpo. La notizia è stata confermata dalle Forze aeree nazionali e dall'ufficio del primo ministro. Da Malé, capitale dell'arcipelago, potrebbe però arrivare l'atto conclusivo del governo dello Sri Lanka da parte dell'attuale leader: il presidente del Parlamento potrebbe ricevere da un momento all'altro la lettera di dimissioni del 73enne capo di Stato. «Il presidente informerà i media e il pubblico non appena la riceverà» ha spiegato un funzionario del suo ufficio.

Un arrivo turbolento - A quanto pare, l'approdo di Rajapaksa alle Maldive è stato piuttosto turbolento. L'agenzia stampa France Presse spiega che l'Antonov, dopo l'atterraggio, sarebbe stato trattenuto per più di un'ora sulla pista dell'aeroporto. «Ci sono stati alcuni momenti di tensione, ma alla fine tutto è andato bene» ha dichiarato un funzionario dello scalo di Malé. Rajapaksa, la moglie e le guardie del corpo sono stati trasferiti in una località segreta.

Stato di emergenza - Le autorità nazionali hanno reagito al caos di queste ore dichiarando lo stato di emergenza nazionale. «Poiché il presidente è fuori dal Paese, è stato dichiarato lo stato di emergenza per gestire la situazione» ha spiegato un portavoce governativo. È stato inoltre dichiarato il coprifuoco. Le funzioni di guida dello Stato sono state assunte, per il momento, dal primo ministro Wickremesinghe, come da lui stesso dichiarato e come è stato confermato dal presidente del Parlamento. È stato lo stesso Rajapaksa a incaricare Wickremesinghe e quest'ultimo, in una dichiarazione tv, spiega di aver chiesto a polizia e militari di «ristabilire l'ordine».

Folla infuriata - La notizia della fuga di Rajapaksa ha fatto infuriare ulteriormente i manifestanti, che hanno continuato ad affluire nella residenza presidenziale (presa d'assalto sabato) e che hanno marciato verso l'ufficio del primo ministro, dopo che sempre nel fine settimana era stata invasa la sua dimora personale. Le forze di sicurezza sono intervenute con i lacrimogeni per contenere i circa 1500 manifestanti. Ci sarebbero molti feriti. Shabeer Mohamed, leader della protesta, ha dichiarato ad Al Jazeera che se Wickremesinghe non si dimetterà «non consegneremo gli edifici che abbiamo occupato e continueremo» con le dimostrazioni. Ci sono state anche scene di giubilo, con danze nelle strade e nelle piazze per festeggiare la fine del regime pluridecennale della "dinastia" Rajapaksa.

I manifestanti, nella tarda mattinata svizzera, sono riusciti a fare irruzione nell'ufficio del primo ministro.

L'India nega ogni responsabilità - L'India, intanto, nega ogni responsabilità nella fuga di Rajapaksa. Lo fa con un tweet dell'Alto commissariato nello Sri Lanka, nel quale le speculazioni su un ruolo attivo di New Delhi vengono definite «senza fondamento» e si ribadisce che «l'India continuerà a sostenere il popolo dello Sri Lanka mentre cerca di realizzare le proprie aspirazioni di prosperità e progresso attraverso mezzi e valori democratici, istituzioni democratiche consolidate e un quadro costituzionale».

Le tensioni che stanno investendo lo Sri Lanka sono, come abbiamo già avuto modo di spiegare, sono la diretta conseguenza della gravissima crisi economica in corso da mesi e che, combinata con l'altissima inflazione (si calcola che nei prossimi mesi possa arrivare addirittura al 70%), sta mettendo la popolazione in ginocchio. Una crisi che ha ragioni profonde.

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