keystone
ULTIME NOTIZIE Dal Mondo
FOTO
CINA
1 ora
Una marea mascherata manifesta per le strade a Hong Kong
Domenica in piazza per i pro-dem. 11 uomini fermati per possesso di armi, sequestrata un'arma da fuoco
FOTO
INDIA
1 ora
Furibondo rogo in una fabbrica di Nuova Dehli: in 43 perdono la vita
Lo stabile si trovava in una zona particolarmente angusta che ha messo in difficoltà i pompieri, le vittime sorprese nel sonno
COREA DEL NORD
2 ore
"Test importanti", ma non viene svelato il tipo
Pyongyang avrebbe lanciato un missile proprio mentre fa pressione sugli Usa perché presenti entro fine anno una nuova piattaforma negoziale più in linea con le loro richieste
STATI UNITI
2 ore
Sparatoria a Pensacola, a cena video di sparatorie
Una delle tre vittime si chiamava Joshua Kaleb Watson e ha aiutato la polizia a neutralizzare Mohammed Saeed Al Shamrani
ITALIA
2 ore
Due scosse di terremoto a L'Aquila
La prima di magnitudo 3.7, la seconda 3.4
ITALIA
13 ore
Ovazione per Mattarella alla prima della Scala
Un applauso lungo quattro minuti ha accolto il Presidente della Repubblica
REGNO UNITO
14 ore
London Bridge, il papà di una vittima contro Johnson
«È un truffatore, il peggio di noi e vi prende in giro», ha detto il padre di Jack Merritt
AUSTRALIA
18 ore
Decine e decine di incendi: «Bruceranno per settimane»
Particolarmente colpiti Queensland e Nuovo Galles del Sud. Sei persone sono già morte e oltre 1.000 case sono andate bruciate
ITALIA
19 ore
Valanga dal monte Valletto, travolti tre sci alpinisti
Tutti quanti sono stati recuperati nel tardo pomeriggio, sciavano fuori pista
FRANCIA
05.10.2019 - 21:120

Uno jihadista nella questura parigina, polemiche su Castaner

Il ministro aveva escluso la pista terroristica. Le parole del procuratore antiterrorismo hanno il sapore di una disfatta dei servizi di sicurezza

PARIGI - Un jihadista nel cuore della questura, la roccaforte della sicurezza di Parigi: è bufera su Christophe Castaner, il ministro dell'Interno di cui la destra e l'estrema destra chiedono le dimissioni.

Castaner, dopo l'assassinio di 3 poliziotti e una funzionaria, giovedì scorso, aveva escluso la pista terroristica. Mickael Harpon, invece, non soltanto era un musulmano vicino ai salafiti, ma si era radicalizzato ed ha ucciso per la jihad.

A distanza di tre giorni dalla strage, le dichiarazioni del procuratore antiterrorismo, Jean-François Ricard, hanno il sapore di una disfatta dei servizi di sicurezza. Harpon era nel cuore della prefettura, da 20 anni lavorava ai delicatissimi servizi informatici dei "renseignements". E da 10 anni si era convertito all'islam, le sue abitudini erano cambiate, aveva addirittura difeso - e per questo era stato segnalato alle autorità - gli assassini di Charlie Hebdo.

Eppure, ha continuato indisturbato il suo percorso nel cuore della sicurezza della Francia, con un tesserino che gli consentiva di accedere alle informazioni top secret. Fino alla notte in cui ha avuto le «visioni», ha sentito le «voci» e poi ha annunciato alla moglie, musulmana di origini arabe, di aver comprato i coltelli per compiere la strage.

«Segui il nostro amato profeta Maometto e medita il Corano», le sue ultime parole alla consorte, poco più di un'ora prima di uccidere i colleghi.

«Martedì chiederò una commissione d'inchiesta parlamentare, si tratta di una vicenda gravissima», ha tuonato Christian Jacob, capogruppo dei deputati Républicain e aspirante leader del partito. Il caso, ha aggiunto, «intacca la sicurezza, l'efficacia dei nostri servizi».

Anche l'ex presidente Nicolas Sarkozy ha affermato che «bisognerà capire perché e come sia possibile una cosa del genere». Il deputato Eric Ciotti ha twittato: «Castaner ha voluto nascondere la verità o è soltanto un incompetente? E' screditato e non può rimanere in carica».

Ha alzato ulteriormente i toni Marine Le Pen, presidente del Rassemblement National, che ha parlato di «scandalo di Stato»: «Il caso è particolarmente grave - ha detto - le disfunzioni sono serissime. Per questo, a nome dei deputati del Rn, chiedo l'apertura immediata di un'inchiesta».

Il procuratore Ricard ha ammesso oggi che Harpon «aderiva a una visione radicale dell'islam» ed era in contatto con individui «del movimento islamico salafita». L'uomo si abbandonava a «certi abusi commessi in nome della religione» islamica, il «suo desiderio di non avere più alcuni contatti con le donne» la sua «giustificazione» degli attentati contro Charlie Hebdo nel 2015.

Harpon aveva cambiato abitudini da mesi, non vestiva più all'occidentale, andava tutte le mattine all'alba alla moschea in abiti «tradizionali». E lo vedevano i vicini di casa, molti dei quali poliziotti.

Fra i fatti emersi a carico di Harpon, senza conseguenze sulla sua posizione all'interno della questura, anche una denuncia per violenze coniugali proprio prima di convertirsi all'islam, nel 2009.

Potrebbe interessarti anche
Copyright © 1997-2019 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2019-12-08 11:09:35 | 91.208.130.87