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CINA
21.09.2019 - 21:220

Sabato di scontri a Hong Kong

Il pacifico e autorizzato corteo del pomeriggio nel distretto di Tuen Mun ha cambiato pelle quando parte dei partecipanti ha occupato la strada

PECHINO - Ancora un sabato di scontri tra manifestanti pro-democrazia e polizia a Hong Kong, nel 16/esimo weekend di fila di proteste con la bandiera cinese in fiamme, molotov, gas lacrimogeni, spray urticanti e proiettili di gomma.

Il pacifico e autorizzato corteo del pomeriggio con migliaia di persone nel distretto di Tuen Mun, nei Nuovi Territori, ha cambiato pelle quando parte dei partecipanti ha occupato la strada spingendo le forze dell'ordine a intervenire.

La polizia, ancor più sotto accusa dopo la denuncia di Amnesty International «sui ripetuti abusi» a danno dei manifestanti, ha usato i lacrimogeni per disperdere la folla radunatasi nel parco di Tuen Mun, dopo il lancio di bombe molotov. Veri tafferugli si sono avuti nella vicina stazione e in una delle piazze principali: barricate sono state erette spingendo gli agenti a ricorrere allo spray al peperoncino e ai proiettili di gomme per riprendere il controllo della situazione, eseguendo diversi arresti eseguiti.

«Elementi radicali hanno danneggiato la stazione ferroviaria con spranghe gettando oggetti sui binari ed erigendo barricate», ha poi spiegato la polizia in una nota postata sui social media, accusando i manifestanti del «lancio di bombe molotov» che hanno messo «seriamente in pericolo la sicurezza degli agenti e degli altri presenti sul posto». A far salire la tensione, anche una bandiera della Cina data alle fiamme.

Gli organizzatori del corteo, formalmente una protesta contro l'inquinamento acustico, sono stati costretti ad annunciare la fine della manifestazione con oltre un'ora di anticipo.

In centinaia, poi, si sono ritrovati per un sit-in allo Yoho Mall di Yuen Long per commemorare i fatti violenti di due mesi fa, quando uomini delle Triadi vestiti di bianco e armati di bastoni cominciarono a picchiare indiscriminatamente le persone nella vicina stazione delle metropolitana che tornavano da una manifestazione contro l'origine delle proteste, la legge sulle estradizioni i Cina. In 45 furono soccorsi e trasportati in ospedale, mentre la polizia su criticata per «aver osservato per circa 40 minuti, malgrado le ripetute chiamate di aiuto».

Intanto, il fronte pro-Pechino ha promosso oggi la rimozione dei messaggi da più di cento dei cosiddetti "Lennon Wall", ispirati a quello apparso a Praga nei primi anni '80, ricoperto dai testi delle canzoni dei Beatles e dai messaggi contro il regime comunista. Le migliaia di post-it colorati a favore delle manifestazioni che da oltre tre mesi scuotono Hong Kong per rivendicare più diritti e denunciare l'ingerenza di Pechino nelle vicende della città sono stati strappati via.

L'iniziativa porta l'impronta del 'falco' Junius Ho, un deputato pro-Pechino, tra i principali bersagli dei manifestanti a maggior ragione dopo essere stati da lui apostrofati "cockroaches", scarafaggi. Venerdì sera è sembrato che il piano stesse naufragando «per questioni di sicurezza», ha scritto Ho su Facebook. Invece, con la protezione della polizia, è stato portato avanti anche se in modo incompleto, ma con tanto di diretta sui social per mostrare la prova di forza. Le migliori premesse per una domenica ad alta tensione.

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