Le studentesse erano impegnate a costruire una strada in un paesino sperduto della provincia di Taroudant.
MAROCCO
07.08.2019 - 21:020

Giovani volontarie belghe nel mirino degli islamisti: «Decapitatele»

Le ragazze sono state attaccate perché lavoravano in calzoncini. Un senatore: «Quando mai in Europa si lavora in costume da bagno?». Un maestro, poi arrestato: «Le loro teste andrebbero tagliate»

RABAT - Un gruppo di giovani volontarie belghe è finito nel mirino degli islamisti del Marocco perché «lavorano in calzoncini corti». Un maestro di scuola elementare ha invitato, dai social, a «decapitare le ragazze» e un senatore del Pjd - il Partito della Giustizia e dello sviluppo, il più conservatore e filoislamista - ha sollevato il caso in parlamento: «Quando mai in Europa si fanno lavori in costume da bagno?», si è chiesto.

Il maestro è stato arrestato, mentre il parlamentare ha presentato un'interrogazione al Ministro degli Interni, affinché esamini la documentazione e accerti la vera natura dell'iniziativa.

I fatti sono accaduti in un paesino sperduto della provincia di Taroudant, nel sud-est del Marocco, ma il caso è scoppiato sui social. Le ragazze, impegnate a costruire una strada, fanno parte di una associazione belga che si chiama Board e che da oltre 14 anni promuove progetti umanitari nel Paese nordafricano. Sono tutte studentesse, che hanno deciso di passare l'estate a fare volontariato.

Sotto il sole di questi giorni lavorano in pantaloncini e maglietta, postando su Facebook foto e filmati. Quanto basta per sollevare critiche. Il senatore Ali El Asri ha pubblicato un commento al vetriolo: «Ma quando mai in Europa si fanno lavori di costruzione in costume da bagno?», ha scritto. Poi, ha insistito: «Tutti sanno come in Europa il tema della sicurezza sul lavoro sia importante: i turisti non si possono avvicinare ai cantieri senza indossare elmetti, vestiti adatti e guanti». Nel villaggio vicino a Taroudant, ha spiegato ancora il senatore, non esiste il cambio d'abiti per l'estate, perché «è una zona rurale e conservatrice».

Il maestro elementare ha quindi commentato il post: «Hai proprio ragione, le loro teste dovrebbero essere tagliate in modo che nessuno osi sfidare gli insegnamenti della nostra religione». L'insegnante è stato denunciato per istigazione al terrorismo e arrestato. Il post è poi sparito nel giro di 24 ore, ma resta l'interrogazione al ministro. Le ragazze, intanto, sono rientrate in Belgio.

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