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ITALIA
16.07.2019 - 11:070
Aggiornamento : 11:38

Benzinaia picchiata e insultata da un uomo nel Trevigiano: «Nessuno è intervenuto»

La 35enne l'aveva ripreso perché col suo furgone correva sul piazzale. La risposta: «Sporca neg...», «Tornatene in Marocco»

VAZZOLA - Picchiata e insultata con epiteti come «sporca neg...» da un «omone grande e grosso» sul piazzale di una stazione di servizio nell'indifferenza di chi è molto difficile che non abbia visto nulla. È la triste vicenda di Susy, una benzinaia di Vazzola, in provincia di Treviso, aggredita per aver fatto notare al conducente di un furgone che stava attraversando il distributore a velocità troppo sostenuta.

Secondo quanto denunciato dal capo della 35enne, venerdì la donna stava andando a riaprire la pompa di benzina intorno alle 15 quando «entrando con la macchina quasi si scontrava con un furgone bianco che correva dentro il piazzale per andare al bar lì attaccato», scrive Luca Vazzoler su Facebook. Susy suona il clacson e fa notare al conducente che è pericoloso «guidare così in un piazzale dove passano clienti». Non l'avesse mai fatto: «Ne nasce una discussione che culmina con questo omone grande e grosso che le tira dapprima un ceffone facendole perdere gli orecchini e sanguinare l'orecchio, per concludere con un calcio all'altezza del ginocchio del quale porta ancora ovviamente l'ematoma. Il tutto condito da insulti tipo "put..na", "sporca neg..." a "puzzi"».

Il presunto aggressore, poi, sarebbe andato al bar lì di fronte, la cui ampia vetrata dà sul piazzale ma che non fa parte della pompa di benzina. Da lì, nessuno, «né il gestore né i suoi altri tre clienti presenti al momento» esce a soccorrere la donna che, nel frattempo, ha chiamato i Carabinieri, il marito e il suo capo: «Nessuno dei presenti interviene, vede e sente niente», denuncia Vazzoler. «Il gestore del bar però chiama subito il proprietario dell'area per avvisarlo che la benzinaia ha litigato con un cliente... strano per uno che non ha visto nulla», aggiunge.

«Ho avuto molta paura, sentivo il sangue che mi scendeva dal labbro e dall’orecchio, quell’uomo non la finiva più e nessuno veniva ad aiutarmi», ha raccontato Susy al Corriere della Sera. «Oltre a varie parolacce per dire che ero uno poco di buono, mi ha chiamato “negretta” e “negra di m…”, mi ha detto che devo tornare in Marocco, che puzzo...», ha aggiunto. La donna non se ne capacita: «Non mi era mai successo nulla di simile. Sono in Italia da quasi 20 anni, lavoro al distributore da cinque e mi sono sempre trovata bene con tutti», ha affermato.

L'uomo che sarebbe responsabile del pestaggio, un 49enne della zona, è stato identificato grazie al numero di targa, ma le telecamere di sicurezza della stazione di servizio non avrebbero ripreso l'accaduto. Susy - che dopo essere stata medicata in ospedale è stata dimessa - ha sporto denuncia: «Se qualcuno sa qualcosa parli. Non si può lasciare impunito chi si comporta così, non si può rimanere indifferenti, non si può lasciar correre», scrive il suo capo su Facebook.

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