KEYSTONE/AP (Genaro Molina)
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STATI UNITI
30.05.2019 - 13:150

Ashton Kutcher testimone per il processo allo squartatore di Hollywood

L'attore ha raccontato di quella notte di 18 anni fa quando era andato a casa di una delle vittime e se n'era andato senza accorgersi che era stata uccisa

LOS ANGELES - Una testimonianza lunga 35 minuti quella dell'attore Ashton Kutcher, chiamato a raccontare della sua relazione con una delle vittime di Michael Gargiulo, killer seriale attivo a Los Angeles nei primi anni 2000 e che la stampa ha voluto ribattezzare "lo squartatore di Hollywood".

La persona in questione, riportano i media Usa, è Ashley Ellerin: studentessa di design 21enne e spogliarellista part-time, che Kutcher frequentava. La sera della sua morte, loro sarebbero dovuti uscire ma lui arrivò molto in ritardo. Dopo averla avvisata via cellulare attorno alle 22, si era poi presentato davanti a casa sua attorno alle 22:30/22:45.

Nell'abitazione le luci erano accese ma, malgrado il suo ripetuto bussare, nessuno si presentò ad aprirgli. I due non si frequentavano da molto e lui non voleva mostrarsi «troppo assillante» ed era convinto che lei fosse «uscita con  la sua amica» e non lo avesse aspettato oppure che fosse arrabbiata con lui per il ritardo.

«Il fatto che le luci fossero accese in effetti era un po' strano, ma non volevo fare l'impiccione e spiare dalle finestre», ha raccontato lui. Una cosa però non ha potuto non notarla: una macchia di quello che sembrava essere vino rosso sul tappeto. Una stranezza, sì, ma non abbastanza da far suonare un campanello d'allarme visto che, di recente, in quella casa c'era stata una festa.

Ashley Ellerin morì quella stessa sera, presumibilmente per mano di Gargiulo, allora 24enne, con 47 coltellate. È una delle due vittime dell'assassino assieme a un'altra giovane, Maria Bruno. Dopo il tentato omicidio di una terza - Michelle Murphy - nel 2008, l'uomo si era procurato un taglio. Grazie a quel campione di Dna gli inquirenti avevano potuto identificarlo.

«Le sue prede preferite erano donne giovani ed estroverse», ha commentato la pubblica accusa. Che punta sul modus operandi - arma da taglio ed efferatezza - così come la vicinanza delle reciproche abitazioni (erano a un isolato di distanza). Gargiulo, inoltre, la conosceva e «si presentava spesso a casa sua senza annucinarsi», ha testimoniato la coinquilina della vittima. Secondo la difesa, però, non ci sarebbero prove concrete in grado di collegare l'imputato a questo omicidio.

Dopo aver saputo quello che era successo, Kutcher si è subito fatto vivo con le autorità: «Ero nel panico, le mie impronte erano sulla maniglia della porta», ha raccontato il 41enne che ha fornito subito una prima testimonianza agli agenti. Secondo le autorità, però, l'attore non è mai stato fra i sospettati.

Gargiulo è a processo anche nello stato dell'Illinois per una quarta morte, quella della 18enne Tricia Pacaccio trovata accoltellata nel suo giardino nel 1993.

 

KEYSTONE/EPA (FREDERICK M BROWN / POOL)
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