Keystone
VENEZUELA
12.03.2019 - 12:020
Aggiornamento : 14:21

Blackout, Maduro: «Catturati due sabotatori»

Il presidente del Venezuela ha spiegato che gli attacchi non sono finiti

CARACAS - Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha informato che «abbiamo catturato due individui mentre cercavano di sabotare il sistema di comunicazioni di El Guri», la principale centrale elettrica del paese, e ha chiesto che «la giustizia venezuelana proceda ora contro i mandanti di questo danno gigantesco che hanno fatto al nostro popolo».

Maduro ha effettuato questo annuncio durante un breve video diffuso ieri notte in Venezuela, spiegando che nelle prime ore di lunedì il governo aveva ristabilito l'erogazione elettrica a Caracas al 95%, «quando c'è stata una esplosione gigantesca ad Alto Prado, prodotto di un sabotaggio", perché «volevano compromettere tutto il lavoro di recupero fatto a Caracas».

Il presidente, che sabato scorso aveva denunciato tre successivi attacchi al sistema elettrico nei due giorni precedenti, ha denunciato che «adesso, quando stavamo procedendo con la restituzione dell'elettricità, ne hanno lanciati altri due, tanto cibernetici quanto elettromagnetici».

Maduro ha ribadito che è stato «il governo imperialista degli Stati Uniti che ha ordinato questo attacco, nello stesso momento in cui vedeva, disperato, che tutti i suoi tentativi di danneggiare il Venezuela non avevano effetto», usando «una strategia di guerra concepita dalle stesse menti criminali che hanno promosso le guerre che hanno distrutto i popoli di Iraq, Iran e Siria».

«Nei prossimi giorni vinceremo questa battaglia in modo definitivo», ha assicurato il presidente venezuelano, che ha lanciato un appello ai militanti dei 'colectivos' (i gruppi irregolari del chavismo), ai quali ha detto che «è arrivata l'ora della resistenza attiva».

60% del Paese ancora offline - Dopo 110 ore di blackout elettrico, i cittadini venezuelani restano «in gran parte scollegatix da Internet e solo il 40% degli utenti può collegarsi al web, «il che limita gravemente il flusso delle informazioni e l'accesso ai servizi di base» in Venezuela.

Lo ha reso noto su Twitter Netblocks, associazione che si occupa di monitorare l'accesso globale alla rete Internet.

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