FRANCIA
20.12.2017 - 21:450
Aggiornamento : 22:00

Rinvenuti i resti del caporale scomparso, presto la svolta nel caso Maelys?

Lelandais, primo sospettato delle due sparizioni, avrebbe seguito il giovane nella notte. Il cranio ritrovato in montagna identificato grazie al Dna e si parla già di «serial killer»

CHAMBÉRY - Si stringe sempre di più il cerchio attorno a Nordahl Lelandais, primo sospettato nei drammatici caso di sparizione della piccola Mäelys (9 anni) e del caporale Arthur Noyer (24 anni) fra Savoia e Isère.

Vera e propria chiave di volta dei due casi il cranio del giovane militare, identificato solo questo lunedì grazie alla prova del Dna, e che era stato rinvenuto lo scorso settembre da un gitante su di un sentiero della regione. «Sì, confermiamo che Arthur è morto», ha dichiarato l'avvocato della famiglia ai media.

Il resto delle spoglie non è ancora stato recuperato «a causa delle cattive condizioni atmosferiche», hanno confermato le autorità. Anche il teschio «sembrava vecchio, antico», è stato detto in conferenza stampa.

Lelandais, stando agli inquirenti, non solo quella sera si trovava nello stessa discoteca di Chambéry dove si trovava anche Noyer ma anche il suo cellulare avrebbe “seguito”, allacciamento in allacciamento, quello della vittima fino allo spegnimento.

Gli agenti, riporta le Dauphiné Liberé, durante la perquisizioni, hanno inoltre trovato alcune strane stringhe di ricerca sul pc del sospettato: «Come far scomparire un cadavere» e «Decomposizione di un corpo umano». E poi ci sarebbe anche la celeberrima Audi grigia del 34enne, vista nei pressi del locale e punto cardine del caso Maelys.

Intanto la polizia conferma di stare indagando in merito ad altre «possibili sparizioni misteriose nella regione» come quella di un 24enne belga, a luglio, nei pressi del lago di Annecy.


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