Foto Keystone Sandro Campardo
FRANCIA
02.09.2014 - 20:420
Aggiornamento : 24.11.2014 - 20:03

"Bamboula" e "Negro", dal cioccolato alle minacce anonime

Una cioccolateria francese dovrà cambiare i nomi di due delle sue specialità perché hanno scatenato le proteste di entrambe le associazioni antirazziste del paese

AUXERRE - Una cioccolateria di Auxerre, nella Francia centrale, dovrà cambiare i nomi di due delle sue specialità, "Bamboula" e "’Negro", che vendeva da diversi anni. Questi nomi, non molto felici, hanno scatenato nelle ultime ore diverse proteste da parte delle due associazioni antirazziste del paese. 

Il caso si è scatenato lunedì, quando in molti hanno denunciato la cosa al "Consiglio rappresentativo delle associazioni nere di Francia" (CRAN) e a "Uscire dal colonialismo".

Sotto accusa i due prodotti venduti in questa cioccolateria chiamati "Bamboula" e "’Negro”. Di fronte alla polemica, il commerciante ha detto attraverso la sua pagina Facebook che si tratta di specialità di Auxerre che hanno un secolo di vita, create per "rendere omaggio" ai soldati senegalesi feriti durante la guerra e a una danza africana. In breve ha dichiarato che “non è affatto un insulto o un altro gesto razzista".

Queste spiegazioni non hanno convinto le due associazioni, che hanno denunciato martedì, attraverso un comunicato, "una 'rinascita' dell’immaginario coloniale più nauseante" richiedendo che "la cioccolateria smetta di vendere questi orrori".

Interrogato da AFP, il cioccolataio ha detto che vende questi dolci dal 2009 e che i proprietari precedenti del negozio li avevano rilanciati una decina di anni prima. "Hanno riscosso un grande successo. Ho spedito questi prodotti in tutta la Francia e non mi sono mai dovuto preoccupare prima di ieri pomeriggio (Lunedi, ndr)", ha detto uno dei gestori del negozio, che ha ricevuto “delle minacce anonime per posta e per telefono”.

"Per calmare le acque" la cioccolateria di Auxerre cambierà comunque il nome dei suoi prodotti al più presto. Martedì li ha già ritirati dalla vetrina, temendo ripercussioni.

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