I reati calano, quando in primavera cambia l'ora

Gli effetti della variazione di luce influenzano anche l'agire dei criminali: in autunno, con il ritorno dell'ora solare, si nota un aumento delle rapine
WASHINGTON - Domenica 29 marzo torna l'ora legale. Le lancette verranno spostate avanti di un'ora, dalle 2 alle 3, e resteranno così fino all'ultima domenica di ottobre, secondo uno standard ormai consolidato.
Il passaggio all'ora legale influisce su diversi aspetti della vita quotidiana. Quelli che finiscono sotto i riflettori sono salute e consumi energetici (quest'ultimo mai così attuale come la crisi dei carburanti legata al conflitto in Medio Oriente). Ma ce n'è un altro che passa spesso in secondo piano: è l'impatto della differenza di luce sulla sicurezza dei cittadini. Il ritorno dell’ora solare in autunno, con il conseguente aumento delle ore di buio serale, è associato a un incremento delle rapine.
A evidenziarlo è stato anni fa il Washington Post, citando uno studio sull’impatto del cambio d’ora sui livelli di criminalità. Negli Stati Uniti, l’estensione dell’ora legale di un mese introdotta nel 2007 ha offerto ai ricercatori l’opportunità di isolare gli effetti della variazione dell’orario. Secondo lo studio, pubblicato il 20 ottobre 2015 su The Review of Economics and Statistics, lo spostamento indietro delle lancette in autunno è collegato a un aumento complessivo delle rapine del 7% nell’arco della giornata.
L’incremento è particolarmente significativo nelle ore intorno al tramonto, con un aumento del 27% durante e subito dopo il calare della luce. Al contrario, non si osserva un analogo aumento nelle ore mattutine. Questi dati sono stati utilizzati da coloro che hanno alimentato il dibattito sull’eventuale adozione permanente dell’ora legale. Un'eventualità discussa e caldeggiata da tempo, ma che non è stata ancora introdotta e non è chiaro se mai lo sarà.
Stanford l'aveva già detto - Un precedente studio, realizzato nel 2012 per lo Stanford Institute for Economic Policy Research (SIEPR), approfondisce il fenomeno. Utilizzando i dati del National Incidence-Based Reporting System (NIBRS), i ricercatori Jennifer Doleac e Nicholas Sanders avevano analizzato come la probabilità di essere scoperti durante la commissione di un reato - approssimata dalla presenza di luce naturale - influenzi l’attività criminale.
L'analisi aveva preso in considerazione sia i reati in cui l’oscurità può favorire l’elusione della cattura, sia quelli in cui la luce ha un impatto limitato. I risultati mostravano che, con il passaggio all’ora legale in primavera, le rapine diminuiscono in media del 51% nell’ora del tramonto. Si registrano inoltre forti cali negli omicidi (-48%) e negli stupri (-56%). Gli effetti risultano più marcati nell’ora che, prima del cambio, era al buio e che diventa illuminata dopo l’introduzione dell’ora legale, suggerendo che il fattore determinante sia la luce ambientale piuttosto che altri elementi, come una maggiore presenza delle forze dell’ordine. Non si osservano variazioni nei reati in cui la luce è irrilevante.
Risparmi milionari - Un’ulteriore analisi dei dati aveva confermato la coerenza dei risultati, aggiunsero all'epoca i ricercatori della prestigiosa università statunitense. Sulla base del costo sociale della criminalità, l’estensione dell’ora legale nella primavera del 2007 avrebbe evitato circa 558 milioni di dollari l’anno in costi sociali legati ai reati, indicando che investimenti nell’illuminazione pubblica potrebbero generare benefici significativi. Infine, lo studio suggerisce che la riduzione dei crimini sia dovuta principalmente a un effetto deterrente, più che all’incapacità dei criminali di agire.



