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UCRAINALe azioni «suicide» dei soldati russi a Chernobyl

09.04.22 - 15:40
Camminare e addirittura scavare trincee nella zona di alienazione di Chernobyl?
Reuters
Le azioni «suicide» dei soldati russi a Chernobyl
Camminare e addirittura scavare trincee nella zona di alienazione di Chernobyl?
Il comportamento dei soldati russi è tanto folle quanto suicida, secondo il Ministro dell’Energia ucraino German Galushchenko

CHERNOBYL - I soldati russi sono passati camminando senza protezione alcuna, trattenendosi e addirittura scavando trincee in uno dei luoghi più radioattivi della terra (la "Foresta Rossa", nella zona di alienazione di Chernobyl). Un comportamento che da più parti è stato tacciato come inspiegabile, assurdo, suicida, come se non avessero mai sentito parlare del disastro avvenuto alla centrale nucleare.

L'ex centrale nucleare di Chernobyl (non più funzionante, ma con le scorie ancora immagazzinate in loco) nel nord dell'Ucraina, lo ricordiamo, è stata catturata dalle forze russe all'inizio dell'invasione. Ora, con il ritiro e la riorganizzazione delle truppe russe, è di nuovo sotto il controllo di Kiev, e i primi giornalisti ed esperti si sono potuti recare in loco per valutare la situazione.

Ciò che è emerso lascia senza parole. Secondo il Ministero dell'Energia ucraino, German Galuschenko, coloro che hanno scavato quelle trincee - documentate anche da un drone - «non hanno più di un anno di vita». Anche Energoatom, l'agenzia statale ucraina per l'energia nucleare, ha confermato che i soldati russi sono stati esposti a «dosi significative» di radiazioni.

Un comportamento suicida
«Sembrava non sapessero cosa fosse questo posto. Che questa fosse Chernobyl. Che si stessero suicidando», aveva raccontato in precedenza Yaroslav Emelianenko, membro del consiglio pubblico dell’Agenzia statale dell’Ucraina per la gestione della zona di esclusione, come riporta il Corriere della Sera. «Nella zona di Chernobyl è possibile spostarsi solo su strade asfaltate. Ma valutando le azioni dei russi, era chiaro che non capivano dove fossero arrivati e come trattare quest’area». Il New York Times ha persino riferito di un episodio durante il quale un soldato russo ha trattato a mani nude una fonte radioattiva (di cobalto-60) presente in uno dei depositi di rifiuti nucleari.

Entrando poi nella stanza dove dormivano i soldati, come riporta la Cnn, il contatore geiger impazzisce. Eppure non c'è alcuna fonte visibile di radiazioni. Secondo i funzionari ucraini, la radioattività percepita arriva dalle piccole particelle e dalla polvere che i soldati hanno portato dentro l’edificio dopo aver camminato nella Foresta Rossa. Una quantità poco sopra quella considerata pericolosa per la salute, ma che può portare a gravi conseguenze nel caso di un'esposizione prolungata.

In 169 sono stati portati via
Una giornalista dell'emittente Bbc ha potuto sentire uno dei supervisori responsabili, Oleksandr Lobada, che ha raccontato cos'è successo in questi giorni di «occupazione» russa. Dopo aver conquistato la centrale, gli agenti di sicurezza che avevano messo in sicurezza l'impianto e altri collaboratori sono stati «tenuti prigionieri» nei sotterranei. Solo a ingegneri, supervisori e altro personale tecnico è stato permesso di continuare a lavorare, ma sotto costanti interrogatori.

In diverse occasioni, stava persino iniziando a mancare l'elettricità. «Senza energia elettrica, la situazione sarebbe diventata catastrofica», ha spiegato Lobada, «perché avrebbe potuto essere rilasciato del materiale radioattivo». Per questo, il personale di Chernobyl ha persino «rubato il carburante agli occupanti» per evitare il peggio.

Al momento del ritiro dalla centrale, anche tutti i prigionieri (erano in 169) sono stati portati via. Non è confermato dove siano ora questi uomini, ma i funzionari ucraini credono che siano stati trasferiti in Russia.

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