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RUSSIA / UCRAINA«Non ci sono molte ragioni per essere ottimisti», ma Mosca continuerà a discutere

27.01.22 - 22:00
La risposta fornita da Usa e Nato è invece stata gradita da Kiev: «Nessuna obiezione dal lato ucraino»
keystone-sda.ch / STF (Alexander Zemlianichenko)
RUSSIA / UCRAINA
27.01.22 - 22:00
«Non ci sono molte ragioni per essere ottimisti», ma Mosca continuerà a discutere
La risposta fornita da Usa e Nato è invece stata gradita da Kiev: «Nessuna obiezione dal lato ucraino»

MOSCA - Il Cremlino non è per nulla entusiasta delle risposte ricevute ieri da Usa e Nato in merito alle proposte sulla sicurezza. Il portavoce Dmitry Peskov ha spiegato che ci vorrà del tempo prima che Mosca riesamini il documento e che «non bisognerà aver fretta», anche perché il segretario di Stato americano Antony Blinken e il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg «sono stati forti e chiari sulla non accettazione delle principali preoccupazioni espresse dalla Russia», come riferisce il Guardian.

«Quindi non ci sono molte ragioni per essere ottimisti» ha aggiunto Peskov. Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha aggiunto che comunque lo spazio per dialogare è ancora presente, anche se Mosca non ha ricevuto la risposta auspicata sull'espansione a est dell'Alleanza atlantica. Una guerra tra Russia e Ucraina sarebbe «inaccettabile» e che «il nostro paese non ha intenzione di attaccare nessuno», ha ribadito un portavoce del ministero degli Esteri.

Una risposta che invece va bene a Kiev, che ha potuto visionarla in anteprima: «Nessuna obiezione dal lato ucraino» ha dichiarato il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba. «Nessuna decisione sull'Ucraina senza l'Ucraina. Regola d'oro».

Venerdì è in programma il colloquio tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo francese Emmanuel Macron. Al centro della telefonata ci sarà proprio la questione ucraina. Mentre il cancelliere tedesco Olaf Scholz - criticato in patria e fuori per la sua posizione, giudicata eccessivamente tiepida - incontrerà il presidente Usa Joe Biden nel corso della visita a Washington in programma il 7 febbraio.

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