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L'Unione europea deve iniziare a discutere seriamente dell'obbligo vaccinale, secondo Ursula von der Leyen.
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UNIONE EUROPEA
01.12.2021 - 14:030

Ue alle prese con il Covid-19: «È tempo di discutere sull'obbligo vaccinale»

La variante Omicron costringe a compiere «una corsa contro il tempo», ha dichiarato Ursula von der Leyen

BRUXELLES - «Fino a due o tre anni fa non lo avrei mai pensato ma è tempo di discutere sull'obbligo vaccinale». Lo sottolinea la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nella conferenza stampa sull'emergenza Covid.

Su Omicron «gli scienziati dicono di non saperne abbastanza»: «Servono due o tre settimane, che in pandemia sono un'eternità. Per questo la raccomandazione è vaccinatevi. Speriamo per il meglio, ma prepariamoci al peggio», ha detto la von der Leyen.

«Una corsa contro il tempo» - «Ringrazio il Sudafrica per la velocità con cui ci hanno avvertiti» sulla nuova variante. «Ci hanno dato l'opportunità di agire velocemente. Ogni giorno conta in questa situazione. L'Oms considera Omicron ad alto rischio, non conosciamo tutto di Omicron, ma sappiamo abbastanza da essere preoccupati. È una corsa contro il tempo», ha aggiunto la presidente della Commissione europea.

Da parte sua la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides ha dichiarato che «l'elevata trasmissibilità della variante Delta, un gap immunitario significativamente elevato e l'allentamento degli interventi non farmaceutici ci regaleranno un inverno impegnativo». Inoltre «l'emergere di Omicron non fa che aumentare l'urgente necessità di vaccinare e rafforzare la nostra immunità al fine di spezzare le catene di trasmissione. Dove necessario, devono essere introdotte misure di salute pubblica efficaci, compreso il distanziamento sociale e le mascherine. Dobbiamo agire rapidamente e con decisione per limitare la diffusione del virus e mitigarne l'impatto».

«Il virus non si ferma alle frontiere» - La von der Leyen ha sottolineato che «l'Ue è una regione epidemiologica, qualsiasi cosa facciamo e concordiamo come Ue deve essere centrato sulle persone, non è un discorso di frontiere. Il virus non si ferma alle frontiere». «Fare test va bene, il tracciamento è importante», ha aggiunto.

«Sui viaggi abbiamo sin dall'inizio voluto garantire la sicurezza dei movimenti. Lavoriamo a stretto contatto con gli Stati membri per continuare il coordinamento il più possibile», ha invece spiegato la Kyriakides.

360 milioni di vaccini - La von der Leyen ha quindi annunciato che l'Ue fornirà 360 milioni di vaccini Rna entro la fine del primo trimestre 2022. «La vaccinazione completa e la terza dose rappresentano la protezione migliore che abbiamo ora contro il Covid. Siamo su un fronte di guerra, da una parte abbiamo il virus e dall'altra la vaccinazione e vogliamo sia il secondo fronte a vincere», ha sottolineato. La presidente della Commissione europea ha pure annunciato che «le dosi del vaccino Pfizer per i bambini saranno pronte dal 13 dicembre».

Quanto al certificato, «deve essere adattato in modo costante alla situazione della pandemia. È giusto che ora non sia inclusa solo la vaccinazione, ma anche il richiamo. Il messaggio è che il richiamo sia effettuato a sei mesi» dal ciclo completo, ha spiegato la von der Leyen.

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