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STATI UNITIA 10 anni dall'addio a Steve Jobs, 4 idee che ci hanno cambiato

05.10.21 - 06:00
Il carismatico e visionario boss di Apple moriva il 5 ottobre del 2011, dopo una lunga lotta contro un tumore
Imago/Upi/Reuters
A 10 anni dall'addio a Steve Jobs, 4 idee che ci hanno cambiato
Il carismatico e visionario boss di Apple moriva il 5 ottobre del 2011, dopo una lunga lotta contro un tumore

PALO ALTO - Per alcuni è uno dei più importanti geni del neoumanesimo occidentale, per altri un businessman visionario con un'attenzione incredibile per la valorizzazione e la promozione di marchi e prodotto, per altri ancora uno squalo senza scrupoli che ha sfruttato al massimo gli anni d'oro della Silicon Valley senza guardare in faccia a nessuno.

La verità, probabilmente, sta nel mezzo. Di sicuro Steve Jobs, morto a 56 anni 10 anni fa dopo una lunga battaglia con il cancro, non era una persona facilmente etichettabile ed è anche una delle ragioni alla base del suo straripante successo. Ambizioso, sin da giovanissimo, con un fiuto sopraffino non solo per gli affari ma anche per tradurre in realtà l'intuizione giusta al momento giusto.

Al di là di Apple, la sua visione ha finito per modificare il rapporto che tutti noi abbiamo quotidianamente con la tecnologia. Una cosa che, dopo di lui, solo pochissimi altri sono riusciti a fare. 

1982 - Apple II - Dopo il primo computer assemblato a mano (da Jobs e dal socio Steve Wozniak) l'Apple II è prodotto su larga scala, e con discreto successo, nel 1981. È anche il pc per antonomasia della prima grande generazione di giovani programmatori. “Palestra” per molti realizzatori di software e videogiochi di successo, lo citeranno negli anni a venire con grande nostalgia.

1984 - Macintosh - Primo Mac della storia di Apple, il Macintosh nasce nel 1984 con una strabordante voglia di rompere gli schemi (con il celeberrimo spot di Ridley Scott). Dalla sua due novità fondamentali (e clonate dalla concorrenza) ovvero il mouse e un'interfaccia grafica a finestre. Una visione che però arriva con un rovescio importante: il prezzo elevato.

2001 - iPod - A pensarci oggi, in piena era dello streaming, gli mp3 scaricati da iTunes e messi su una bizzarra scatoletta con pulsantone girevole fanno un po' tenerezza. Ma nel 2001 l'idea di infilarsi una discoteca in tasca era potentissima e ha reso liquida una cosa che, fino a pochi istanti prima, era esclusivamente fisica. E da lì non si è più tornati in dietro.

2007 - iPhone - Quando è arrivato nel 2007 la gente non sapeva bene cosa farci (a parte l'app buffa con la birra) ma poi ha capito, e il mondo è davvero cambiato. Un telefono che è anche un computer? Ci sono voluti un paio d'anni (e di modelli) prima che la cosa passasse ma poi è diventata la norma e l'iPhone è diventato lo smartphone per antonomasia. Nel bene e nel male.

Un genio irrequieto, nella mente e nell'animo

Genio sì, ma come tutti gli uomini non privo di lati oscuri e controversi. Steve Jobs era venerato dal grande pubblico per le sue abilità persuasive e oratoria ma anche mal sopportato da dipendenti e collaboratori, per il suo carattere assertivo, perfezionista ed estremamente competitivo. Dal passato famigliare turbolento, Jobs per tutta la sua vita ha faticato a gestire diversi aspetti della sua vita personale, soprattutto per quanto riguarda le questioni di cuore e i figli, in particolar modo sua figlia Lisa con la quale ha litigato per anni. Personaggio turbolento e irrequieto (tanto nella mente quanto nell'animo) non stupisce che abbia affascinato diversi sceneggiatori e registi che lo hanno portato ben tre volte sul grande schermo con il poco conosciuto, ma notevolissimo, “I pirati di Silicon Valley” (1999), poi con il criticato “Jobs” (2013) e il pluripremiato “Steve Jobs” di Danny Boyle con Kate Winslet e Michael Fassbender nei panni dell'inventore di Apple.

 

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