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STATI UNITI
18.01.2021 - 06:300

Sulla metropolitana deserta per il Covid è boom di aggressioni e violenze

A New York stazioni e vagoni vuoti sono diventate un incentivo per i criminali. Chi ci viaggia: «Prima non era così»

di Redazione
Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni

NEW YORK - Sembrano immagini di un'altra epoca storica quelle della metropolitana di New York affollate ogni giorno da milioni di residenti e turisti che per necessità o piacere la utilizzavano per spostarsi da un punto all’altro della città, a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Si conta che a quasi un anno dall’arrivo della pandemia, il traffico sui treni sia ancora fermo al 30% del periodo pre-covid. Molte persone lavorano da casa, altri hanno lasciato la città, o preferiscono muoversi in altri modi per paura del contagio.

Purtroppo però i numeri dicono che il virus non è l’unico fattore di paura per chi ancora utilizza la metropolitana. Secondo i dati rilasciati dal dipartimento di polizia della città, da quando è iniziata la pandemia sono aumentati furti, aggressioni e omicidi.

Come spiega anche il New York Times, non siamo ancora neanche minimamente ai livelli degli anni 70-80, ma comunque i pendolari della MTA non viaggiano più con la serenità di un tempo: «Ho 27 anni e non ho mai avuto problemi a prendere la metro da sola anche alle tre del mattino», ci racconta Stacey, «ora invece quando aspetto sulla banchina, guardo costantemente a destra e a sinistra e ho sempre paura di ritrovarmi in vagoni vuoti, magari solo con una persona. Penso sempre che se accadesse qualcosa, non ci sarebbe nessuno a difendermi». E poi, continua «non avevo mai visto così tanti senzatetto o persone disagiate che sbraitano e urlano per tutto il viaggio».

Come da più parti ipotizzato, la bassissima affluenza di persone, potrebbe rappresentare un incentivo per i delinquenti che vedrebbero nei treni posti in cui agire senza la presenza di testimoni.

Le statistiche dicono che a essere aggrediti sono anche i dipendenti della MTA: «Ci sono stati dei casi, è vero; però io mi sento di dire che è ancora sicuro viaggiare», racconta Atla che sulle metropolitane ci lavora, «non abbiamo paura, anche se vedere le stazioni spesso vuote, con una o due persone sulla banchina, crea una certa apprensione».

C’è però anche chi esprime ottimismo per i tempi che verranno: «A maggio e giugno, nel pieno pandemia, c’era molta desolazione», ricorda Michele, un cagliaritano che vive a New York da quasi 20 anni, «si sentivano più spesso notizie di crimini in metro. Ora invece la gente riprende a viaggiare, ci sono meno senzatetto e sicuramente, chiudendo all’una del mattino, l’agenzia dei trasporti riesce a trovare tempo e risorse per consegnare la metro pulita e igienizzata ai pendolari la mattina».

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