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02.11.2020 - 12:430

Covid-19 insieme all'influenza: documentato un caso

Ad oggi resta da chiarire quanto sia comune e significativo questo tipo di evento

Preoccupa il fatto che possa debilitare le difese immunitarie del paziente

NEW YORK - È stato documentato in California un caso di co-infezione influenza-coronavirus in un paziente under-65: per quanto non sia il primo, l'evento pone l'accento sulla possibilità che la doppia infezione contemporanea da parte dei due virus è destinata a divenire più frequente e che possa debilitare le difese immunitarie del paziente.

Già ad aprile scorso, sempre in California, era stato riportato un caso di co-infezione sul Journal of the American Medical Association, ma ad oggi resta da chiarire quanto sia comune e significativo questo tipo di evento.

Secondo quanto riferito dalla NBC, le autorità sanitarie della contea californiana Solano dove è stato riportato il caso avvertono che, se i casi di Covid non si ridurranno, con l'inizio della stagione influenzale sarà inevitabile che i casi di co-infezione diverranno più frequenti, concretizzando il rischio di una "pandemia-gemella" (twin-emic), con entrambi i virus circolanti contemporaneamente a livelli elevati.

Ciò renderà non solo i pazienti più vulnerabili e il loro sistema immunitario più debole, ma metterà anche in serio rischio la tenuta dei servizi sanitari ospedalieri e non, ha dichiarato Bela Matyas, dell'Health Office della contea Solano.

Immunità di gregge e Twitter - Oltre metà delle conversazioni su Twitter a favore dell'immunità di gregge per il Covid-19 sono in realtà generate da bot, cioè da programmi automatici. Lo afferma uno studio della Federation of American Scientist.

Stando allo studio, il fenomeno è aumentato molto dopo la cosiddetta 'Great Barrington Declaration', un appello firmato da diversi scienziati in cui si chiede di evitare nuovi lockdown in favore di una 'protezione mirata', in cui si evitano i contatti agli anziani mentre i più giovani non hanno restrizioni.

I ricercatori hanno analizzato circa 180mila tweet contenenti conversazioni sull'immunità di gregge, con parole chiave come 'barrington' e 'protezione mirata'.

Per distinguere i contenuti 'artificiali' sono state cercate sia conversazioni con un grande volume di contenuti simili tra loro postati nello stesso momento che profili con attività troppo frequenti in termini di tweet al secondo.

«Il sentiment sulla Great Barrington Declaration è ampiamente positivo - scrivono gli autori -. Ma attraverso l'analisi abbiamo scoperto che il 45% dei messaggi è prodotto probabilmente dai bot. Le conversazioni che si oppongono all'immunità di gregge hanno una diversità molto maggiore, e non sono prodotte da bot in percentuale così grande».

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