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MONDOLa mortalità infantile è calata del 60% negli ultimi 30 anni

29.09.20 - 19:55
Lo rivela Unicef, annunciando allo stesso tempo un aumento della povertà
Keystone
MONDO
29.09.20 - 19:55
La mortalità infantile è calata del 60% negli ultimi 30 anni
Lo rivela Unicef, annunciando allo stesso tempo un aumento della povertà
Occhio però al Covid-19, che potrebbe «farci tornare indietro» e rendere inutili gli sforzi intrapresi

ROMA - Fra il 1990 e il 2019 il tasso complessivo di mortalità dei bambini sotto i cinque anni è diminuito del 60% circa, ma è aumentato il loro stato di povertà in misura del 15%. Sono così 1,2 miliardi i bambini poveri del mondo secondo i dati resi noti dal 30esimo anniversario dal primo World Summit for Children, in aumento del 15% sullo stesso periodo considerato di 30 anni.

I dati generali sono stati commentati dal direttore generale dell'Unicef Henrietta Fore che pur sottolineando «i risultati raggiunti negli ultimi trent'anni» per quanto riguarda l'abbattimento della mortalità dei bambini, ha anche lanciato un monito su come il Covid-19 «potrebbe farci tornare indietro».

L'incontro sul tema, il primo nella storia delle Nazioni Unite che si concentra esclusivamente sui bisogni dei bambini, non ha potuto non evidenziare le crescenti preoccupazioni globali, come guerra e violenza, povertà e problematiche ambientali. Gli oltre 70 leader mondiali che hanno partecipato si sono impegnati a proteggere le vite dei bambini e il loro benessere attraverso un'azione concertata, anche per ridurre la malnutrizione e le morti infantili, garantire accesso all'acqua sicura e all'istruzione di base, e sul piano medico eradicare la polio e rendere le cure prenatali e materne disponibili per tutti.

Ancora, fra i successi delle politiche dell'Unicef, a trent'anni da questo incontro storico, si è registrato con soddisfazione come vivono vite più lunghe, migliori e in salute, fino a consentire che il numero di bambini in età da scuola primaria che non frequentavano è sceso dai 100 milioni del 2000 ai 59 milioni del 2018. Tuttavia questi risultati sono ritenuti ancora fragili, e i diritti dei piccoli sono minacciati da problemi come la disuguaglianza, i cambiamenti climatici, i conflitti in atto (il numero dei paesi in guerra ora è il più alto degli ultimi 30 anni e la conseguenza è che oltre 30 milioni di bambini risultano sfollati) e, ora, si è aggiunta pure la crisi del Covid-19 con le sue restrizioni dei movimenti e le chiusure scolastiche che hanno anche allontanato i bambini da insegnanti, amici e comunità, lasciandoli esposti a maggiori rischi di violenza, abusi e sfruttamento.

Non solo, ha rilevato Henrietta Fore, molti di loro sono vittime di tratta, abusi e sfruttamento, altri sono senza uno status migratorio ufficiale o accesso a istruzione e assistenza sanitaria. In aggiunta, a causa della pandemia migliaia di bambini potrebbero poi morire ogni giorno se questa continuerà a indebolire i sistemi sanitari e interrompere i servizi. «Se non agiamo adesso - ha concluso la presidente - non rischiamo solo di causare danni irreversibili al loro sviluppo sociale ed emotivo, all'apprendimento e al comportamento di un'intera generazione, ma anche di riportare indietro i risultati raggiunti dal World Summit for Children di 30 anni fa. Ora più che mai, i paesi e le comunità nel mondo devono lavorare insieme per rispondere alla crisi che colpisce i bambini con un impegno maggiore a porre fine ai conflitti».

COMMENTI
 
Don Quijote 1 anno fa su tio
18 ottobre 2019, la rivista Nature afferma che dal 2000 al 2017, nei 99 Paesi a basso e medio reddito presi in esame sono morti 123 milioni di bambini di età compresa tra 0 e 5 anni. Il dato equivale ad oltre il 90% dei decessi in tutto il mondo per questa fascia d'età. Secondo gli esperti, considerando i dati preliminari per il 2018 e le stime relative a Paesi che non sono inclusi nello studio (come Cina, Messico, Brasile o Malaysia), il totale è di oltre 130 milioni di bambini morti prima di aver compiuto 5 anni. Sono 21'000 bambini tra 0 e 5 anni al giorno che perdono la vita e qua stiamo a piagnucolare e fare discorsi sul valore e il rispetto della vita umana per un virus occasionale, con un numero di vite lontanamente paragonabile e con un’età da 80 a 107 anni! Qualcosa non mi quadra e mi disgusta.
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