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Ci vorranno vari miliardi di dollari per far ripartire Beirut e il Libano.
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LIBANO
01.09.2020 - 06:300

Per ricostruire Beirut (e il Libano) servono fino a 8,1 miliardi di dollari

Una valutazione della Banca Mondiale identifica i bisogni più immediati e le strategie a medio termine per la ripartenza

BEIRUT - I danni alle infrastrutture e all'economia libanese causati dalla devastante esplosione nel porto di Beirut si aggirano tra i 6,7 e gli 8,1 miliardi di dollari (tra 6 e 7,3 miliardi di franchi svizzeri).

È una nuova valutazione compiuta dagli esperti della Banca Mondiale, in cooperazione con l'Unione europea e le Nazioni unite e in stretta collaborazione con le organizzazioni attive sul territorio e le autorità locali.

Le stime preliminari evidenziano danni fino a 4,6 miliardi di dollari solamente nelle infrastrutture, mentre le perdite previste per il tessuto economico nazionale potrebbero arrivare a 3,5 miliardi di dollari. «I settori colpiti più pesantemente sono edilizia, trasporti e cultura materiale e immateriale (compresi siti religiosi e archeologici, monumenti nazionali, teatri, archivi, librerie e monumenti».

I tre principali effetti economici della gigantesca esplosione avvenuta nel porto di Beirut sono: perdite nell'attività economica causata dalla distruzione del capitale fisico (infrastrutture, merci, strumenti produttivi e così via); impedimenti commerciali; mancato gettito fiscale per il governo. Il tutto va a sommarsi su una situazione economica già molto critica.

Quanto serve per ripartire - La Banca Mondiale ritiene che per la ripartenza del settore pubblico siano necessari fondi fino a 2,2 miliardi di dollari - 760 milioni immediatamente o al più tardi entro la fine dell'anno. «I bisogni del settore dei trasporti sono i più elevati, seguiti da cultura ed edilizia». I fondi necessari per soddisfare il fabbisogno immediato di alloggi si aggirano tra i 30 e i 35 milioni di dollari, ma potrebbero arrivare a 230 milioni alla fine del 2021. Un immediato sostegno finanziario fino a 275 milioni di dollari sarebbe indispensabile per far ripartire 5200 micro-imprese e 4800 piccole imprese, che danno lavoro a migliaia di libanesi.

Gli aiuti internazionali - Dato lo stato d'insolvenza del Libano e la mancanza di sufficienti riserve di valuta estera, «gli aiuti internazionali e gli investimenti privati ​​saranno essenziali per la ripresa e la ricostruzione globale. L'attuazione da parte del Libano di un programma di riforme credibile sarà fondamentale per accedere all'assistenza internazionale allo sviluppo e per sbloccare fonti di finanziamento esterne e private» aggiunge l'organizzazione.

Il lavoro del team getta le basi «per un'agenda di riforme, ripresa e ricostruzione che ispiri speranza per un futuro migliore per tutti i libanesi» e nel quale la popolazione possa avere «un ruolo di guida». Gli sforzi di ricostruzione, sottolinea la Banca Mondiale, «richiederanno non solo il ripristino e la ricostruzione di edifici e infrastrutture danneggiati, ma anche la rigenerazione d'istituzioni e strutture di governo». L'area del porto, ora completamente distrutta, dovrà essere ricostruita con criteri moderni, una migliore localizzazione e una gestione più efficace e trasparente.

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