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STATI UNITI
19.05.2020 - 15:170

Covid, se l'immunità è bassa il caldo non lo fermerà

Una simulazione dell'Università di Princeton mostra che il virus si trasmette anche nelle città con clima tropicale

La crescita dell'epidemia rimane prevalentemente guidata dalla popolazione non ancora immune. Caldo e umidità potranno avere solo un effetto limitato.

PRINCETON - Non sarà probabilmente la stagione estiva a mettere un freno all'epidemia di Covid-19. Ad affermarlo sono i ricercatori dell'Università di Princeton, che su Science scrivono come caldo e umidità sono meno forti nel rallentare l'avanzata del virus se la popolazione non è sufficientemente immune.

Diversi studi preliminari suggerivano che i fattori climatici, come l'umidità, potessero influire sulla trasmissione del virus, ma rimane ancora da chiarire se questi fattori possano cambiare la sorte della pandemia per il resto del 2020, vista la bassa immunità della popolazione al virus.

Gli altri coronavirus come guida - Il modello epidemiologico su cui si sono basati i ricercatori è stato costruito sulla circolazione di altri quattro coronavirus stagionali. Nelle simulazioni fatte per diverse città ad alte latitudini e più tropicali, hanno visto che anche nelle città tropicali, le cui condizioni dovrebbero ostacolare la trasmissione del virus, la crescita dell'epidemia rimarrebbe comunque significativa, in quanto guidata nella sua traiettoria prevalentemente dalla popolazione non ancora immune.

L'analisi ha preso in considerazione l'effetto generato dalle misure non farmaceutiche sulla diffusione del SARS-CoV-2. I risultati, concludono gli studiosi, suggeriscono che le persone che ancora non si sono ammalate sono il fattore guida nella diffusione del virus durante l'estate e, a meno che non vengano mantenute misure di controllo efficace, è probabile un alto numero di casi di Covid-19 nei prossimi mesi, anche nelle aree più calde e umide.

Commenti
 
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MIM 1 anno fa su tio
Gli ultimi casi registrati nel Cantone (e sono pochi) sono persone che hanno fatto febbre 37.5 per mezza giornata, e hanno perso il senso del gusto per alcuni giorni. Questo è l'unico sintomo che si ripete negli ammalati, da inizio pandemia (quindi l'affaticamento respiratorio, la febbre alta, le polmoniti... non sono causati da questo virus, ma semmai accentua un problema già esistente). Se avete paura di prendere un piccolo raffreddore, state pure a casa, nessuno ve lo impedisce, ma non ci sono leggi mediche o microbiologiche che impongono questo.
ctu67 1 anno fa su tio
Uguale.... mio cugggino me lo diceva!!
Don Quijote 1 anno fa su tio
Visto che ogni 12 ore nascono studi sul CV19 che sembrano commesse alla lotteria, non vedo perché non dire la mia che si bassa su quanto osservato finora e sul comportamento dei virus influenzali, tosti e meno tosti. Primo, è arrivato come tutte le influenze nel periodo che ci si aspettava, se fosse arrivato in piena state allora si poteva pensare a qualcosa di diverso. Secondo, ha portato alla morte nel 97% dei casi chi era già vicino a questa condizione, come tutte le influenze del passato. Terzo, la dinamica del contagio del CV19 è la stessa di tutte le influenze, assembramenti a 30 centimetri, 200 baci prima e dopo invece di un semplice ciao, maniglie delle porte, tastiere del bancomat, ecc. Tra tutte le probabilità sposo quella più logica che suggerisce il principio del rasoio d’Occam.
miba 1 anno fa su tio
Ahi...il coronavirus sta scemando...ora per riuscire a tenere alta l'audience cominciano ad arrivare studi di sua e studi di là :):):)
Don Quijote 1 anno fa su tio
@miba Bon, perlomeno hanno allentato con la paturnia del cambiamento climatico!
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