Keystone
ITALIA
17.09.2019 - 13:000

Greta non è una bimba di Bibbiano

La giovane invitata a Pontida da Salvini è comasca ed è stata allontanata dalla madre su parere di servizi sociali che fanno riferimento a un'amministrazione leghista

PONTIDA - Domenica, Matteo Salvini aveva chiuso il suo comizio all’affollatissimo raduno della Lega di Pontida con un tema che ha cavalcato a più riprese, nelle ultime settimane, per accusare i suoi avversari politici: lo scandalo dei bambini sottratti illegittimamente alle famiglie nel comune a guida PD di Bibbiano. 

Per farlo, aveva chiamato sul palco «Greta», una ragazza «che dopo un anno è stata restituita alla mamma»: «Mai più bimbi rubati alle mamme e ai papà. Mai più bimbi come merce», aveva scandito il leader leghista senza citare la località emiliana, ma con un evidente riferimento a quella vicenda. 

In pochi istanti, Greta era così diventata per i social e la stampa la «bimba di Bibbiano». Complici erano stati anche almeno due tweet dell’account ufficiale della “Lega - Salvini Premier” - poi cancellati, ma riportati da Open, Il Post e Selvaggia Lucarelli -, che parlavano di «Greta, bimba di Bibbiano» e di «Salvini sul palco con bimba vittima di Bibbiano». 

Greta, però, non è di Bibbiano né emiliana. È, invece, una giovane comasca che è stata allontanata dalla madre su richiesta del padre, per altro dai servizi sociali di un comune della provincia di Como a guida leghista. 

A denunciare l’estraneità della ragazzina alla vicenda di Bibbiano è stata per prima la giornalista Selvaggia Lucarelli. Innanzitutto, come segnalatole da «un magistrato», nell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari di Reggio Emilia non esiste alcuna bambina di nome Greta. Inoltre, la madre della giovane invitata sul palco da Salvini le ha confermato che la figlia «non c’entra nulla con Bibbiano». La ragazzina «vive in Lombardia e le case famiglia a cui fu affidata erano a Varese e Como», scrive Lucarelli su Facebook. «Salvini ha strumentalizzato Bibbiano e i bambini in modo indegno», denuncia.

A dare ulteriori dettagli è, oggi, il quotidiano lariano La Provincia di Como. «Carte alla mano», spiega come l’allontanamento di Greta dalla madre abbia preso il via due anni fa quando il padre ha depositato un ricorso per chiedere la decadenza dell’ex compagna dalla responsabilità genitoriale. A decidere in tal senso in considerazione della «forte emotività» e «fragilità» della madre era stato il Tribunale di Milano in base alla relazione dei servizi territoriali del consorzio di comuni della Bassa Comasca competente. Ironia della sorte? Il comune cui fanno riferimento questi servizi - che il quotidiano non cita per tutelare l’identità della minore - è da «un decennio abbondante» un feudo leghista.     

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