Keystone (archivio)
Sulla sorte dell'uomo si è combattuta una vera e propria battaglia legale.
FRANCIA
11.05.2019 - 15:350
Aggiornamento : 18:58

«Vincent può morire», i medici pronti a staccare la spina

L'uomo tetraplegico e in stato vegetativo da 10 anni è diventato il simbolo del dibattito sulla qualità di vita e sull'accanimento terapeutico in Francia

PARIGI - È probabilmente a una svolta la tragica storia di Vincent Lambert, il tetraplegico in stato vegetativo che da 10 anni in Francia è al centro di una battaglia legale sul fine vita. Un caso che ha spaccato il paese.

Il medico curante ha comunicato alla famiglia che nella settimana che comincia il 20 maggio staccherà la spina. Ma gli avvocati dei genitori non mollano: «Stanno sputando sul diritto internazionale e su Vincent».

Il dottor Sanchez ha scritto ai familiari annunciando «la sospensione delle cure e la sedazione profonda e continua» del suo paziente nei prossimi giorni. L'annuncio ha provocato la durissima reazione dei genitori, gli unici rimasti in famiglia a battersi per il mantenimento in vita di Vincent. Gli ultimi loro ricorsi sono stati respinti prima dal Consiglio di stato, poi dalla Corte europea per i diritti umani: «Non ci arrenderemo - ha proclamato il loro legale, Jerome Triomphe - stiamo preparando una serie di ricorsi ulteriori dopo questo annuncio fatto deliberatamente violando gli impegni internazionali della Francia e il diritto internazionale».

Il Consiglio di stato, la massima giurisdizione amministrativa, aveva dato il suo benestare alla sospensione delle cure il 24 aprile, confermando la decisione collegiale dei medici dell'ospedale di Reims. «Se questa decisione sarà adottata - ha scritto l'avvocato in un comunicato - Vincent Lambert morirà entro pochi giorni, attorniato probabilmente da parecchi poliziotti, e il dottor Sanchez potrà consegnare a Viviane Lambert un figlio morto per la festa della mamma».

I genitori di Vincent - 42 anni, vittima di un grave incidente stradale nel 2008 - sono ferventi cattolici, contrari all'eutanasia, e hanno in questi anni presentato decine di ricorsi. L'ultimo, ancora in sospeso, è stato depositato davanti al Comitato di protezione delle persone handicappate dell'Onu (OHCHR), che ha chiesto alla Francia di sospendere qualsiasi decisione di interruzione delle cure in attesa di un'istruttoria sul caso. La ministra della Salute, Agnès Buzyn, ha però dichiarato, domenica scorsa, che la Francia non è legalmente tenuta ad osservare questa disposizione. «Come può pretendere la Francia di assumere la presidenza del Consiglio d'Europa - si chiedono gli avvocati - quando viola deliberatamente i trattati che ratifica, proprio alla vigilia delle elezioni europee?».

Il caso ha spaccato anche la famiglia Lambert ormai da anni: da un lato i genitori, un fratellastro e una sorella; dall'altro la moglie Rachel, il nipote Francois e cinque fratelli e sorelle del paziente che contestano l'accanimento terapeutico.

L'aspra battaglia giudiziaria su questa vicenda diventata un simbolo della libertà di scelta sul fine vita si è sviluppato attorno ad un paziente che per i medici si trova in condizioni irreversibili, incapace di comunicare, e che respira e viene nutrito artificialmente. Ma per gli avvocati dei genitori, Vincent «segue con gli occhi» i suoi cari, «si sveglia al mattino e si addormenta la sera».

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