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TURCHIA
07.01.2019 - 14:420
Aggiornamento 17:00

Al supermercato con l'asinello per protestare contro i sacchetti a pagamento

Dal 1° gennaio la Turchia ha introdotto l'obbligo di far pagare le buste in plastica. La novità non piace a tutti

ANKARA - Dal 1° gennaio è entrata in vigore in Turchia una legge che impone ai negozi di far pagare i sacchetti della spesa in plastica: 25 centesimi di lira turca al pezzo (ca. 5 centesimi di franco). E come avvenuto nella vicina Italia per l’introduzione dei sacchetti per la frutta a pagamento, i consumatori si sono scatenati sui social.

Sotto l’hashtag #poşet25 (“sacchetto 25”) c’è chi immagina di chiedere una sostituzione in garanzia di un sacchetto un po’ rotto, chi si fa immortalare con le tasche e le mani cariche di spesa pur di non pagare l’odiato balzello, chi fa la spesa con la carriola, chi si felicita del “tesoretto” di buste usate accumulato negli anni e anche chi, orgoglioso, sfoggia la propria borsa riutilizzabile.

C’è, però, chi è andato oltre. Come riporta Hürriyet Daily News, infatti, nella provincia di Niğde un uomo e una donna hanno portato con sé al supermercato un asinello dotato di bisacce, che hanno riempito con i loro acquisti dopo aver finito di fare la spesa. 

  

fdsgf

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