Giornalista morta in Siria, la famiglia contro le forze di Assad

Il generale siriano Rafiq Shahadah alla notizia della giornalista avrebbe esclamato: «Marie Colvin era un cane e ora è morta. Che gli americani la aiutino adesso»
WASHINGTON - Le forze del presidente siriano Bashar al Assad avrebbero preso di mira la corrispondente di guerra Marie Colvin - morta in un attacco a Homs nel 2012 - e avrebbero esultato alla notizia della sua morte.
Lo scrivono i media Usa citando documenti nell'ambito della causa intentata dalla famiglia della giornalista americana, inviata tra gli altri del Sunday Times, morta nel febbraio del 2012 in Siria insieme con il fotografo francese Remi Ochlik.
In particolare i media Usa citano la testimonianza di un ex agente dell'intelligence siriana in cui si fa riferimento alla reazione del generale siriano Rafiq Shahadah che alla notizia della giornalista avrebbe esclamato: «Marie Colvin era un cane e ora è morta. Che gli americani la aiutino adesso».




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