Cerca e trova immobili
SIRIA / STATI UNITI

Giornalista morta in Siria, la famiglia contro le forze di Assad

Il generale siriano Rafiq Shahadah alla notizia della giornalista avrebbe esclamato: «Marie Colvin era un cane e ora è morta. Che gli americani la aiutino adesso»
Keystone
Giornalista morta in Siria, la famiglia contro le forze di Assad
Il generale siriano Rafiq Shahadah alla notizia della giornalista avrebbe esclamato: «Marie Colvin era un cane e ora è morta. Che gli americani la aiutino adesso»
WASHINGTON - Le forze del presidente siriano Bashar al Assad avrebbero preso di mira la corrispondente di guerra Marie Colvin - morta in un attacco a Homs nel 2012 - e avrebbero esultato alla notizia della sua morte. Lo scrivono i media Usa citando ...

WASHINGTON - Le forze del presidente siriano Bashar al Assad avrebbero preso di mira la corrispondente di guerra Marie Colvin - morta in un attacco a Homs nel 2012 - e avrebbero esultato alla notizia della sua morte.

Lo scrivono i media Usa citando documenti nell'ambito della causa intentata dalla famiglia della giornalista americana, inviata tra gli altri del Sunday Times, morta nel febbraio del 2012 in Siria insieme con il fotografo francese Remi Ochlik.

In particolare i media Usa citano la testimonianza di un ex agente dell'intelligence siriana in cui si fa riferimento alla reazione del generale siriano Rafiq Shahadah che alla notizia della giornalista avrebbe esclamato: «Marie Colvin era un cane e ora è morta. Che gli americani la aiutino adesso».

🔐 Sblocca il nostro archivio esclusivo!
Sottoscrivi un abbonamento Archivio per leggere questo articolo, oppure scegli MyTioAbo per accedere all'archivio e navigare su sito e app senza pubblicità.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
NOTIZIE PIÙ LETTE