ITALIA / VATICANO
18.09.2017 - 12:000

Il Vaticano ha speso quasi 500 milioni di lire per tenere nascosta Emanuela Orlandi?

Lo ipotizza Emiliano Fittipaldi nel suo nuovo libro, dopo essere entrato in possesso di una nota spese. La famiglia Orlandi chiede chiarezza, il cardinale Re e il Vaticano smentiscono

ROMA - Un documento uscito dal Vaticano e arrivato nelle mani del giornalista Emiliano Fittipaldi porta di nuovo in prima pagina il caso di Emanuela Orlandi, la 15enne scomparsa dalla Città del Vaticano il 22 giugno 1983.

Si tratterebbe, secondo il giornalista dell'Espresso che ne parla diffusamente nel suo nuovo libro "Gli impostori", di una nota spese datata 1998 riguardante "la gestione del caso Orlandi", e che darebbe conto di esborsi per quasi 500 milioni di lire tra il gennaio 1983 e il luglio 1997. Le spese riguarderebbero il pagamento di fonti e informatori, opere di depistaggio, ricoveri medici e alloggio presso un ostello di Londra.

Si discute ora sull'autenticità del documento. «Delle due l'una: o il documento è vero, e apre squarci clamorosi e impensabili sulla storia della Orlandi. O è un falso, un apocrifo che segna una nuova violenta guerra di potere tra le sacre mura. Ma chi può aver costruito un simile resoconto?». Si tratta quindi di un nuovo capitolo di una guerra di potere sotterranea in corso in Vaticano, oppure di un documento che dà riscontro ad alcune affermazioni di Alì Agca: l'attentatore di papa Giovanni Paolo II disse in passato che Emanuela è stata tenuta prigioniera a Londra per molti anni.

Gli Orlandi chiedono che s'indaghi - La famiglia Orlandi chiede chiarezza: «Non possiamo pronunciarci sul fatto che questo documento sia vero o sia falso, ma certamente è verosimile perché fa riferimento a degli elementi molto precisi. Se il documento è vero, si tratta di un fatto molto grave; se non è vero, è altrettanto grave che un documento di tale portata fosse contenuto all’interno di una cassaforte della Prefettura per gli Affari Economici con quella data. Per questo la magistratura deve aprire un fascicolo e deve indagare» ha dichiarato a Giornalettismo l'avvocato Laura Sgrò.

Il Vaticano smentisce - Intanto dal Vaticano arriva la prima smentita: «Non ho mai visto quel documento pubblicato da Fittipaldi, non ho mai ricevuto alcuna rendicontazione su eventuali spese effettuate per il caso di Emanuela Orlandi» ha dichiarato il cardinale Giovanni Battista Re, oggi Prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi ma all'epoca Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato. Rincara la dose il portavoce della Santa Sede, che ha bollato la documentazione come «falsa e ridicola».

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