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Zali non si tira indietro: «Mi ricandido»

Il consigliere di Stato ha sciolto le riserve annunciando la sua ricandidatura alle prossime elezioni cantonali del 2027. In caso di mancata riconferma ci sarebbe già un piano B.
TiPress
Fonte LaRegione
Zali non si tira indietro: «Mi ricandido»
Il consigliere di Stato ha sciolto le riserve annunciando la sua ricandidatura alle prossime elezioni cantonali del 2027. In caso di mancata riconferma ci sarebbe già un piano B.

BELLINZONA - «Mi ricandido, certo che mi ricandido». Il consigliere di Stato Claudio Zali non ha alcuna intenzione di farsi da parte e, in una lunga intervista concessa a LaRegione, ha annunciato di essere pronto a dare battaglia in vista delle elezioni cantonali del 2027.

«La principale ragione della mia ricandidatura - ha spiegato Zali al foglio bellinzonese - è che sento ancora la motivazione necessaria per mettere in questo lavoro l’energia e la conoscenza che occorrono».

L'alleanza Lega-Udc è al capolinea? - Oltre al nodo candidatura, Zali ha chiarito anche i rapporti con l'Udc. «La mia decisione è stata condivisa con il coordinamento della Lega e dovrà essere ratificata dall’assemblea. Non ritengo tuttavia che sia la mia ricandidatura a consumare uno strappo con i nostri finora alleati dell’Udc, sono semmai loro ad avere espresso pubblicamente delle pregiudiziali nei miei confronti, anche se non nascondo che preferirei correre su una lista di soli leghisti e che l’idea di continuare ad avere un subentrante democentrista non mi rende felice».

E ancora: «Sono consapevole che difficilmente la mia ricandidatura porterà a una lista unica con l’Udc, ma a questo punto la palla è nel loro campo. Per quel che mi riguarda, la lista di quattro anni fa potrebbe essere comunque replicata, con due esponenti Udc a loro scelta che si confrontino con gli uscenti e il terzo candidato leghista. Con la mia candidatura la Lega manifesta la volontà di non piegarsi a inaccettabili imposizioni sul contenuto delle liste. Con il veto ad personam l’Udc segnala invece di avere paura di confrontarsi con me, temendo dunque l’esito delle urne. Ma tolto questo aspetto contingente, credo che oggi la Lega si trovi a una svolta sull’identità medesima del Movimento e le sue prospettive future».

Il piano B e la lista di soli leghisti - Insomma, le discrepanze sono tutt'altro che risolte. «Correndo da sola la Lega proclama la propria indipendenza e sottolinea le importanti differenze che ci sono tra noi e l’Udc, prima fra tutte l’anima profondamente sociale, ma anche la visione nazionale e poco regionale dell’Udc. E soprattutto si esprime la volontà di non ritrovarsi un giorno fagocitati da un partito che, a livello nazionale, ha una sua rilevanza. È, insomma, la scelta di mantenere ben alta la nostra bandiera, oggi e in futuro».

Una scelta, questa, che potrebbe minare il secondo seggio leghista. Una prospettiva che lo stesso Zali riconosce pur confermando le ambizioni del movimento di via Monte Boglia. «Noi in ogni caso correremo per fare due seggi, evidentemente. Ma consapevoli che potrebbe esserci un assetto diverso rispetto alle precedenti tornate e che questo potrebbe portare a un altro tipo di risultato».

Detto questo, nel mazzo di carte di Zali non manca il piano B. «La Camera alta. È chiaro che se Lega e Udc non si accordano per le Cantonali sarà difficile farlo per le Federali e le Comunali del 2028. La rappresentanza dell’Udc alle Camere federali è stata ottenuta col sostegno della Lega. E ci mancherebbe altro che un consigliere di Stato leghista eventualmente non rieletto ad aprile non sia libero di correre per gli Stati in ottobre 2027».

Focus sul Dipartimento del territorio - Sui progetti in caso di rielezione invece il consigliere di Stato ha già le idee chiare. «Vedo il mio ruolo alle Istituzioni come un mandato a termine. Vi sono alcuni dossier, in particolare quelli riguardanti la Giustizia, che mi stanno particolarmente a cuore, visto il mio percorso, e confido di portare in Consiglio di Stato i relativi Messaggi entro la fine di questa legislatura. Fatto ciò ritengo esaurito il mio compito in questo ambito, mentre, come ho detto, rimangono in sospeso diversi cantieri aperti al Territorio. Fossimo rieletti entrambi non credo ci scambieremmo i Dipartimenti. Mi trovassi da solo in governo, opterei per restare a capo del Dipartimento del territorio».

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