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06.02.2019 - 21:360
Aggiornamento : 07.02.2019 - 08:49

Argo 1, c'è il rapporto: «Lacune, errori, mancanze e carenze»

Sono 134 le pagine redatte dalla Commissione parlamentare d'inchiesta. Per Beltraminelli «eccesso di fiducia», ma «il ruolo del Governo è venuto meno»

BELLINZONA - La vicenda Argo 1 giunge lentamente a una fine. È stato consegnato oggi il rapporto della Commissione parlamentare d'inchiesta. Un anno e tre mesi di lavori riassunti in 134 pagine che evidenziano lacune, mancanze, errori e carenze. Vengono analizzate le parole, la documentazione, lo scambio di e-mail. E si cercano le responsabilità.

Già nella premessa la Commissione «non può non sottolineare come in questa vicenda siano state ripetutamente violate le principali regole alla base della gestione della cosa pubblica». Dal rapporto «emerge un quadro preoccupante e desolante» sulla conduzione «superficiale del settore dell’asilo». A causa di «carenze, anche gravi», vengono sollevati dubbi e perplessità «sull’adeguatezza della formazione e delle competenze del personale dirigente al servizio dello Stato». La Commissione punta il dito anche contro l'atteggiamento adottato da alcuni nella fase in cui bisognava far luce sulla vicenda: «Omissioni, segreti, reticenze, versioni concordate, ritrattazioni . Se tutti avessero detto la verità con umiltà e trasparenza sin dall’inizio - scrive -, si sarebbero risparmiati molto tempo e molto denaro, e si sarebbero evitate molte parole inutili e molti sospetti». 

Il ruolo dell'USSI - Le principali giustificazione attorno alla cattiva gestione degli asilanti nella vicenda ruotano attorno all'urgenza. Una giustificazione che per la Commissione non regge: «Se il fenomeno migratorio ha consistenza variabile nel tempo, la sua esistenza e l’obbligo di farvi fronte sono costanti». Inoltre né l’emergenza né la provvisorietà giustificano la trasgressione delle norme. Aldilà delle situazioni a volte difficili, l'USSI «ha agito con negligenza» e ha dimostrato «inadeguatezza (per risorse e competenze)». Una delle «maggiori lacune» è la «quasi totale mancanza di attenzione agli aspetti formali».

DSS lasciato solo - La Commissione pone particolare attenzione al ruolo del Consiglio di Stato nella vicenda Argo 1. Un ruolo che «è venuto meno». Nonostante si parli costantemente di "situazione d’emergenza", infatti, «si è lasciato che venisse gestita unicamente a livello dipartimentale». Al Consiglio di Stato viene quindi mandata una frecciatina per nulla velata: «È la dimostrazione che il nostro Esecutivo continua a privilegiare una sorta di rinuncia alle responsabilità, lasciando ai singoli Dipartimenti il compito di risolvere problemi anche complessi». Nel caso specifico «abbiamo visto come l’Amministrazione si sia arrogata competenze non sue, all’insaputa del Consiglio di Stato».

Comunicazione trasparente? - Della vicenda si è ampiamente discusso anche sui media. Ma le cose non sempre erano chiare. Anche a livello politico si moltiplicavano le richieste di chiarimenti tramite atti parlamentari. «La comunicazione al Gran Consiglio ‒ e ai cittadini ‒ non è però sempre stata schietta e convincente» secondo la Commissione.

I funzionari - La Commissione non risparmia nessuno e analizza ruoli e responsabilità di tutti. «Claudio Blotti, in quanto Capo Divisione della DASF, è la persona che ha le maggiori responsabilità di quanto accaduto» scrive. Renato Scheurer, Capo ufficio dell’USSI, «è stato l’artefice di questa vicenda». Ha gestito «con approssimazione e superficialità tutta la questione legata ai richiedenti l’asilo, soprattutto dal lato formale e amministrativo. Ha fatto affermazioni e poi le ha ritrattate (anche davanti al Procuratore generale) in merito alla consapevolezza della necessità di una risoluzione governativa per il mandato ad Argo 1». Ma anche Renato Bernasconi ha le sue responsabilità, in quanto prima Capo SF, poi Capo DASF.

Il direttore del DSS - A Beltraminelli viene attribuita la "colpa" di non avere coinvolto il Governo. «Probabilmente non ha voluto nascondere - si legge nel rapporto -, ma ha ritenuto di potersi affidare ai suoi collaboratori, che non sono stati all’altezza della situazione». Al direttore del DSS viene quindi riconosciuta una buona fede: «Siamo di fronte a un eccesso di fiducia, ma ciò in questo settore ha talvolta permesso ai suoi collaboratori di fare e disfare a sua insaputa». La responsabilità, comunque, «è lampante»: il Consigliere di Stato è direttore di Dipartimento. «È il capo della sua amministrazione e come tale ne risponde. Indipendentemente da chi siano i Divisionari, i Capi Ufficio o i responsabili di servizio».

Il pre-pensionamento di Scheurer - Su uno dei maggiori personaggi coinvolti la Commissione si china, o meglio sul suo pre-pensionamento. Il Consiglio di Stato a fine novembre 2017 ha infatti accolto la richiesta di collocamento a riposo anticipato di Renato Scheurer e si è impegnato a desistere dall'apertura di un'inchiesta disciplinare nei suoi confronti, come pure dal far valere pretese nei suoi confronti. La Commissione si dice «perplessa sul fatto che questa clausola sia stata sottoscritta prima della conclusione dell’inchiesta penale, prestandosi il concetto di "fatti noti a oggi" a più interpretazioni».  Ma il Consiglio di Stato non ci sta e risponde: «Non riteniamo che vi siano equivoci possibili».

Commenti
 
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vulpus 1 anno fa su tio
Una vergogna nazionale questi politici. E che dire di quella faccia di bronzo presentata dal presidente del cds ieri sera nell'intervista al Quotidiano? Un ubriaco avrebbe sicuramente risposto con maggior sostanza . la colpa è sempre degli altri: Beltraminelli, Vitta, Gobbi, Zali,Bertoli : tutti responsabili in questa faccenda, ma troppo impegnati a difendere i rimborsi dei telefonini e degli aperitivi. A casa!
F/A-18 1 anno fa su tio
Tarallucci e vino, come sempre! Questo è lo scandalo, una volta in più sappiamo chi NON votare.
volabas 1 anno fa su tio
@F/A-18 condivido la tua opinione
Simo66 1 anno fa su tio
sempre delle scuse... mai una condanna tutti si proteggono a vicenda ...ti offro il posto di lavoro.. se .... che bella giustizia
francox 1 anno fa su tio
Chissà perché i giovani si disinteressano alla politica...
tip75 1 anno fa su tio
buffoni
Amina Domeniconi 1 anno fa su fb
Umiltà avere il coraggio di ammettere i propri errori; credo che i Cittadini volessero o vogliono questo da parte del Consiglio di Stato. Hanno scialacquato i soldi pubblici, ma il peggio è la loro arroganza sentirsi al di sopra di tutto e di tutti. Avremo il coraggio di cambiare ed eleggere altre Persone che meritano fiducia? Lo spero proprio.
lügan81 1 anno fa su tio
E per fortuna il beltra si é dato un 5 come nota... AHAHAHAHAHAAHHA ma manco un 3.5
Micki47 1 anno fa su tio
Siamo quasi alle elezioni cantonali speriamo che gli elettori si ricordino di tutti e provvedano ad eliminare coloro che non sono in grado di lavorare con chiarezza
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Ultimo aggiornamento: 2020-08-03 23:03:43 | 91.208.130.87