Stop al documentario sull'Ucraina, HelvEthica Ticino chiede chiarimenti

L'associazione si ritiene «ingiustamente penalizzata» dopo la revoca dell'autorizzazione da parte del Municipio per l'evento del 29 gennaio
MURALTO - Che la revoca dell'autorizzazione della Sala Congressi da parte del Municipio di Muralto non sarebbe stata il capitolo conclusivo della vicenda della proiezione del documentario "Maidan, la strada verso la guerra", le responsabili di HelvEthica Ticino ce lo avevano preannunciato telefonicamente lunedì.
Nelle scorse ore l'associazione ha inviato tramite raccomandata una richiesta formale di chiarimenti e riesame. «Prendiamo atto della decisione del Municipio, adottata – come da voi indicato – al fine di prevenire possibili tensioni o turbative dell’ordine pubblico. Non possiamo tuttavia nascondere il nostro profondo rammarico per le modalità con cui tale decisione è stata assunta e comunicata».
È stata la nostra redazione a portare a conoscenza di HelvEthica Ticino la protesta dei cittadini ucraini contro la proiezione del documentario, accusato di sostenere tesi filorusse. Lunedì ci era stata inoltrata una presa di posizione in merito, e poche ore dopo il Municipio ha deciso di procedere formalmente con la revoca. «Senza che ci fosse stata data la possibilità di un confronto diretto o di esporre preventivamente la nostra posizione. Alla luce di ciò, abbiamo l’impressione che la decisione sia stata adottata sulla base di una sola segnalazione esterna, senza un’istruttoria che includesse anche il punto di vista degli organizzatori dell’evento. Questo modo di procedere ci lascia perplessi e ci fa sentire ingiustamente penalizzati», si legge nella missiva firmata dalla co-presidente, la granconsigliera Maria Pia Ambrosetti.
L'associazione sottolinea come la proiezione fosse inserita in un contesto di dibattito pubblico e di come la libertà di espressione e informazione sia un diritto fondamentale, garantito dalla Costituzione. «La revoca preventiva di un’autorizzazione per timori generici di possibili turbative, in assenza di elementi concreti e verificabili, solleva interrogativi che riteniamo legittimi».
Sono tre le richieste di HelvEthica Ticino: la prima è ricevere una motivazione scritta, dettagliata e concreta, della decisione municipale, «con indicazione degli elementi concreti che avrebbero portato a ritenere probabile un rischio per l’ordine pubblico»; si chiede poi di riesaminare la decisione, valutando eventuali misure alternative e proporzionate che permettano che l'evento abbia luogo in sicurezza; infine si chiede, in caso di conferma della revoca, di prendere in considerazione il rimborso delle spese già sostenute per l'organizzazione della serata e che sono state affrontate «confidando nella validità dell’autorizzazione concessa in data 2 dicembre 2025».
Con la proiezione "Maidan, la strada verso la guerra", ribadisce HelvEthica Ticino, non si è voluto alimentare tensioni, bensì favorire un confronto civile, rispettoso e democratico. «Restiamo pertanto disponibili a un dialogo costruttivo e a un eventuale incontro chiarificatore».



