CONFINE
05.10.2016 - 07:370
Aggiornamento : 11:20

Architetto ucciso nel Comasco: arrestata l'ex moglie

Fermato anche il suo commercialista. Sarebbero i mandanti del delitto

COMO - Svolta nell'inchiesta sull'omicidio di Alfio Vittorio Molteni, l'architetto di 58 anni ucciso a Carugo, nel Comasco, il 14 ottobre dell'anno scorso: l'ex moglie dell'uomo e il suo commercialista sono stati arrestati dai Carabinieri di Como e da quelli del Reparto crimini violenti con l'accusa, secondo quanto si è appreso, di essere i mandanti del delitto.

Nei mesi scorsi erano finiti in carcere altri dieci indagati, accusati di essere gli esecutori materiali dell'omicidio e i fiancheggiatori.

Nell'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari di Como su richiesta della procura, vengono contestati vari reati: omicidio aggravato, detenzione illegale e porto in luogo pubblico di pistola, danneggiamento e stalking.

L'architetto venne ucciso nel cortile della casa in cui viveva con l'anziano padre e una zia, dopo la separazione dalla moglie. Solo due i colpi esplosi: uno alle gambe e l'altro, letale, alla parte bassa della schiena.

Tra le ipotesi prese in considerazione a caldo dagli investigatori anche quella che i killer, nascosti dietro i cespugli del giardinetto condominiale, intendessero solo dare un avvertimento al professionista e non ammazzarlo. Del resto, appena qualche mese prima, Molteni era stato vittima di alcuni pesanti atti intimidatori: in una occasione qualcuno aveva dato fuoco alla sua Range Rover parcheggiata in un box sotto lo studio di Mariano Comense; in un'altra, in pieno giorno, erano stati esplosi otto colpi di pistola contro la stessa casa di Carugo teatro dell'omicidio, che avevano perforato una tapparella. In entrambi i casi, Molteni aveva presentato denuncia ai carabinieri, negando di avere ricevuto minacce.

Le indagini dei carabinieri del Raggruppamento operativo speciale e di quelli di Como hanno portato nel corso dei mesi, in fasi diverse, all'arresto di dieci persone, tra cui i due presunti esecutori materiali dell'omicidio e gli autori degli atti intimidatori compiuti prima del delitto. Ma sul movente era rimasto il giallo.

Oggi la nuova svolta, i cui particolari saranno resi noti in una conferenza stampa che si terrà alle 11.00, presso la procura della repubblica di Como.
 
 

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