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LUGANO

Albero da frutto storici: Lugano chiede aiuto alla popolazione

La mappatura procede anche con le segnalazioni dei cittadini
CITTÀ DI LUGANO
Fonte Città di Lugano
Albero da frutto storici: Lugano chiede aiuto alla popolazione
La mappatura procede anche con le segnalazioni dei cittadini

LUGANO - La biodiversità frutticola del territorio luganese è al centro di un progetto avviato dalla Città di Lugano nel 2019, con l’obiettivo di riscoprire, documentare e valorizzare le piante da frutto locali. L’iniziativa unisce ricerca scientifica e partecipazione della cittadinanza, invitata a segnalare alberi di interesse e le storie a essi legate.

Dall’avvio del progetto sono stati censiti oltre 550 alberi da frutto nei diversi quartieri della città, grazie alla collaborazione tra la Città, l’Alberoteca e la popolazione. La mappatura ha evidenziato una notevole ricchezza: accanto a specie comuni come meli, peri, susini e ciliegi, sono emerse anche varietà meno diffuse, tra cui pere nashi e banane. In totale sono state individuate oltre 60 varietà antiche, 15 varietà locali e 30 varietà uniche, non riscontrate altrove in Svizzera.

Alcune varietà particolarmente rare sono state recuperate negli ultimi due anni attraverso campagne di raccolta delle marze e innesto. Oggi sono conservate in un frutteto presso le Serre comunali, dove le prime piantine sono state messe a dimora all’inizio di marzo, contribuendo alla creazione di una collezione dedicata alla salvaguardia della diversità frutticola.

Il lavoro sul campo ha portato alla luce anche varietà singolari, come le “Damaschine viola delle sorelle Valsangiacomo” a Pazzallo, la pera “Brüt ma bón” a Carona, la “ciliegia marezzata” di Sonvico e diverse tipologie di fichi, tra cui il fico nero del ronco. Accanto agli alberi, sono emersi anche saperi tradizionali legati all’agricoltura: ricette, tecniche di conservazione, strumenti, nomi dialettali e storie familiari.

Alcune varietà geneticamente uniche sono state sottoposte alla valutazione di una commissione di esperti svizzeri e italiani (PomKom), che in alcuni casi ha portato all’ufficializzazione della denominazione, come per la “Pome rose” del Brè, la “Succosa di Sonvico” e la “Bianca e rosa del Carlin”. I risultati della ricerca sono stati presentati al pubblico nel 2024, alla Corte dei Patrizi di Lugano.

Nel 2026 il progetto è entrato in una nuova fase, sostenuta dall’Ufficio federale dell’agricoltura e realizzata in collaborazione con le associazioni ProSpecieRara e ProFrutteti. L’attenzione si concentra in particolare sulla diversità del fico, con una mappatura estesa all’intero territorio cittadino. Parallelamente, l’inventario prosegue nei quartieri di Breganzona e Pambio-Noranco, includendo anche specie meno comuni come agrumi, kiwi, cachi, noci, gelsi e olivi.

I cittadini possono contribuire segnalando alberi da frutto di interesse, in particolare esemplari antichi o legati a tradizioni familiari, entro metà giugno tramite il formulario online o contattando il numero dedicato. Il progetto prosegue così con l’obiettivo di documentare e preservare un patrimonio che intreccia biodiversità, paesaggio e memoria locale.

Chi possiede un vecchio albero da frutto o conosce la presenza di esemplari interessanti può contribuire al progetto compilando il formulario online all’indirizzo lugano.ch/mappatura-alberi-frutto-2026 o chiamando il numero 079 922 24 82. La segnalazione va fatta entro metà giugno.

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