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BELLINZONA

«Mi perseguitava e mi seguiva, ancora oggi ho paura»

Il racconto di una vittima di stalking: un reato che, a partire dal primo gennaio di quest’anno, è ufficialmente riconosciuto dal codice penale. Ecco cosa è cambiato.
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«Mi perseguitava e mi seguiva, ancora oggi ho paura»
Il racconto di una vittima di stalking: un reato che, a partire dal primo gennaio di quest’anno, è ufficialmente riconosciuto dal codice penale. Ecco cosa è cambiato.

BELLINZONA - I sospetti erano emersi ormai da tempo, ma le conferme (quelle vere e inquietanti) si sono materializzate solo quando i messaggi e le chiamate sono diventati assillanti e insistenti. «Mi controllava, voleva sapere dove fossi in ogni momento». Laura*, non voleva crederci. Qualcuno la seguiva, la pedinava e la fotografava di nascosto, insomma la stalkerava. 

"Chi mi crederà?" - Nei ritratti delle vittime di stalking, che dal primo di gennaio è ufficialmente riconosciuto come reato penale, si intrecciano spesso ansia, paure e angosce. Ma è lo sfondo di incertezza che impressiona. “E ora chi mi crederà? Come trasmettere i miei tormenti?".

E così in parte è stato. «Il primo contatto con la Polizia cantonale è avvenuto a fine luglio del 2025», ci racconta la ragazza del Luganese senza dissipare l’amaro in bocca per la sensazione di non essere stata presa sul serio. 

Nessuna condanna - La denuncia per coazione è infatti caduta nel vuoto dopo la firma del decreto d’abbandono della Procura. L’incubo però non è finito: «Ora va un po’ meglio, ma vivo con l’angoscia. Ho deciso di raccontare la mia storia perché spero possa aiutare altre persone in situazioni simili. Non lo auguro a nessuno».

La voce di Laura trema ancora, nonostante siano trascorsi mesi da quei fatti. Lo stalker sembra aver rinunciato alla sua ossessione, ma la paura di ripiombare in quell’incubo, non l’ha mai davvero lasciata. Per questo ci ha chiesto di eliminare ogni dettaglio che potesse ricondurre alla sua identità e di ridurre al minimo la sua testimonianza. «Desidero però che il mio racconto possa portare altre vittime a sporgere denuncia».

Qualcosa è cambiato - Detto questo, la storia della ragazza del Luganese solleva alcune questioni importanti soprattutto alla luce delle novità giuridiche già citate ed entrate in vigore nel 2026. Dal primo di gennaio lo stalking è infatti punibile fino a tre anni di carcere o con una pena pecuniaria. Nel concreto il nuovo articolo sostiene che chiunque segue, molesta o minaccia insistentemente una persona in maniera atta a limitarne considerevolmente il libero modo di vivere è punibile penalmente.

Ma, nella pratica, cosa cambia a livello giuridico? Le vittime sono ora più protette? Il lavoro dei procuratori pubblici sarà facilitato? «Al centro viene posta la lesione dell’integrità psichica delle vittime», ci spiega Cristiana Finzi delegata del Servizio per l’aiuto alle vittime di reati.

La lesione dell’integrità psichica - E si tratta di un passo molto importante. «Prima di questo articolo esistevano già reati che potevano configurare lo stalking, come la violazione di domicilio o l’abuso di impianti di telefonia». Tuttavia, «era la vittima a doverne fornire la prova e spesso questi reati non venivano giudicati sufficientemente gravi».

La conseguenza? «Ci si trovava costantemente in scacco di fronte a questo tipo di comportamenti. Lo stalker, spesso, conosce bene i limiti da non oltrepassare per non incorrere in sanzioni penali». Si creava così una zona grigia «nella quale la vittima era esposta a una sofferenza significativa», ma che, proprio per la sua natura poco definita, rendeva difficile trasmettere e dimostrare le conseguenze subite. «Un cortocircuito che portava la vittima a chiedere aiuto spesso troppo tardi: pensava di poter risolvere la situazione da sola». Dal primo gennaio, invece, questo comportamento persecutorio ripetuto è riconosciuto come reato.

La vittima è ora più protetta? - Il rovesciamento di questa logica a livello giuridico consente inoltre una maggiore protezione della vittima. «Sappiamo che lo stalking è spesso l’inizio di una spirale pericolosa, un campanello d’allarme che può condurre a reati più gravi. Con questo nuovo articolo di legge si può intervenire prima». Si rafforza così la prevenzione: «La vittima ha più facilità a dire “io sto subendo stalking”».

Infine, «ciò che è certo è che oggi possiamo spiegare chiaramente alla vittima la possibilità di sporgere querela per questo reato. Le vittime non devono più giustificare il fatto di stare male: è ormai riconosciuto che vivere sotto una pressione e una paura costanti provoca lesioni psichiche».

*Nome di fantasia, il vero nome è noto alla redazione

Ti sei mai trovata in una situazione simile? Raccontaci o segnalaci la tua storia all’indirizzo cronaca@tio.ch. (Sarà garantito l’anonimato).

Le consigli della Prevenzione Svizzera della Criminalità (PSC):

    • Interrompete sistematicamente qualsiasi contatto con lo o la stalker, sia online che nella vita reale
    • Documentate accuratamente tutti gli episodi di stalking (“diario dello stalking”)
    • Informate della situazione le persone che fanno parte della vostra cerchia familiare, sociale e lavorativa
    • Sporgete denuncia in polizia
    • In caso d’emergenza, telefonate al 117
Maggiori informazioni:

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