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Quando lo yoga non rilassa: «I corsi gratis ci danneggiano»

CANTONEQuando lo yoga non rilassa: «I corsi gratis ci danneggiano»

14.07.22 - 06:30
Un insegnante dell'antica pratica propone: «Meglio sarebbe la proposta dell'offerta libera»
SG
Quando lo yoga non rilassa: «I corsi gratis ci danneggiano»
Un insegnante dell'antica pratica propone: «Meglio sarebbe la proposta dell'offerta libera»
La critica stupisce chi già da tempo offre l'opportunità dell'esperienza gratuita: «In questo modo si promuovono lo sport e la stessa disciplina»

BELLINZONA - Estate vuol dire relax. E qual miglior modo per rilassarsi se non una bella lezione di yoga, magari all’aria aperta? È un po’ la moda del momento, tanto che alcuni comuni si sono attivati per offrire corsi ed esperienze di questo genere. Eppure, nel mondo dello yoga ticinese, c’è chi non sembra accogliere l’offerta con sollievo. 

«Concorrenza malsana» - R.*, insegnante di Hatha Yoga del locarnese, di fronte alla gratuità di simili proposte storce il naso. «È una bella iniziativa diffondere questa pratica antichissima e permettere alle persone con difficoltà finanziarie di poterla praticare - ci spiega -. Tuttavia noi insegnanti di yoga viviamo di questo, così come tanti istruttori fitness o i cosiddetti "operatori" del benessere». 

La sua non vuole essere solo una critica: «Una soluzione potrebbe essere quella dell'offerta libera. Così come facevano i grandi maestri migliaia di anni fa. Tutt’oggi, in India i protettori della spiritualità, nomadi itineranti, vivono di offerte». R., insomma, interpreta queste lezioni gratuite come una concorrenza malsana nel settore che spinge a «un inevitabile abbattimento dei prezzi». 

«Concorrenza? È promozione» - Non è dello stesso avviso Samantha, maestra di yoga molto apprezzata in quel di Bellinzona, dove appunto tiene con altri colleghi lezioni offerte dalla Città: «L’idea di proporle gratuitamente è nata proprio con l’obiettivo di promuovere il movimento nella natura e di far conoscere questa disciplina a più persone possibili, anche a coloro che, per un motivo o per l’altro, non andrebbero mai a provare una lezione in studio - ci spiega -. Proprio per questo si alternano insegnanti di varie tipologie di yoga. In questo modo i partecipanti possono conoscere i diversi stili e decidere a quale avvicinarsi». Le sue lezioni, iniziate nel 2019 al Parco urbano di Bellinzona, da quest’anno si tengono nei mesi più caldi a Castelgrande, dove con il bel tempo si può godere dell’aria aperta. «L’Ente Sport della Città - ci tiene a precisare Samantha - ci sostiene con un contributo che, di fatto, riconosce il valore dell’impegno del maestro. In questo modo la Città offre la lezione ai suoi cittadini e ai visitatori e promuove il benessere».

«Attività che fanno bene allo sport» - Sulla stessa lunghezza d’onda è il direttore dell’Ente Sport di Bellinzona, Andrea Laffranchini: «Il nostro obiettivo è quello di promuovere lo sport, soprattutto attraverso la messa a disposizione delle strutture di proprietà della Città. Ma la promozione dello sport, giocoforza, non avviene solo all'interno di queste infrastrutture. Stiamo portando avanti un piano strategico di sviluppo della Bellinzona sportiva che mira a rendere ancora più attrattiva questa bellissima realtà».

Per questo l’idea dello yoga all'aria aperta è stata abbracciata positivamente: «Un'iniziativa che abbiamo trovato intelligente, convinti che non ne avrebbe tratto vantaggio solo lo sport in generale, ma la stessa disciplina». Per Laffranchini non è solo la gratuità ad attrarre le persone, quanto proprio il contesto: «Oggi i corsi si praticano a Castelgrande, uno scenario suggestivo che avvicina le persone al mondo dello yoga».

A stupire il direttore dell'Ente Sport, quindi, è proprio la polemica in sé. «Mi giunge nuova all'orecchio. Posso solo dire che la nostra porta è sempre aperta. E non è detto che parlarne non possa portare a nuove opportunità».

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