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Telelavoro, una decina le «non conformità»

CANTONETelelavoro, una decina le «non conformità»

19.01.22 - 08:01
L'Ufficio dell'ispettorato del Lavoro snocciola qualche numero e spiega: «Si rischiano sanzioni e denunce»
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Telelavoro, una decina le «non conformità»
L'Ufficio dell'ispettorato del Lavoro snocciola qualche numero e spiega: «Si rischiano sanzioni e denunce»
Chi può deve lavorare da casa, però non tutti sembrano aver ascoltato le raccomandazioni del Consiglio federale. Ma «ogni segnalazione viene sistematicamente trattata»

LUGANO - Lo scorso mercoledì il Consiglio federale ha annunciato di voler prorogare il telelavoro fino a fine marzo (e dopo la consultazione dei Cantoni si attende il responso definitivo per oggi). Una gioia per taluni, una croce per altri (specie i datori di lavoro).

Di fatto, non tutti sembrano rispettare le disposizione di Berna. Sono diverse, infatti, le segnalazioni giunte in redazione che portano esempi di presunte irregolarità sul territorio cantonale (ad esempio quello di una fiduciaria del Luganese che conta una 60ina di dipendenti, tutti regolarmente in ufficio ogni giorno).

Ma il telelavoro, effettivamente, chi è tenuto a rispettarlo? Abbiamo scomodato l'Ufficio dell'ispettorato del Lavoro per fare chiarezza.
«Il 17 dicembre il Consiglio federale ha deciso l'obbligo del telelavoro. Il telelavoro è obbligatorio in tutti i settori in cui è possibile attuarlo senza un onere sproporzionato. I datori di lavoro devono adottare i provvedimenti organizzativi e tecnici idonei per consentire il telelavoro».

Come funzionano i controlli. È necessaria una segnalazione?
«L’Ufficio dell'ispettorato del lavoro (UIL) e la SUVA sono gli organi preposti al controllo nei rispettivi settori di competenza. Nell'ambito dei rispettivi controlli aziendali, oltre a verificare le misure di tutela della salute e di sicurezza sul posto di lavoro, sono sistematicamente controllate le misure di protezione dei lavoratori definite nell'Ordinanza 3 sui provvedimenti per combattere il coronavirus (COVID-19). Tra queste, oltre alle misure di protezione per le persone maggiormente a rischio, anche l'applicazione del telelavoro. Tutte le segnalazioni - che si possono inviare anche all'indirizzo email dfe-uil@ti.ch - vengono sistematicamente trattate».

Quante irregolarità sono state riscontrate dal 17 dicembre?
«Dal reinserimento dell’obbligo di telelavoro si sono rilevate una decina di non conformità».

Quali sono le sanzioni in questi casi?
«In caso d'inadempienza da parte dell'azienda, la procedura amministrativa prevede un primo richiamo. Se a seguito di quest'ultimo l'azienda continua a non rispettare le indicazioni date, viene informata che se non ripristina conformemente ed entro determinati termini la situazione, verrà denunciata al Ministero pubblico. Viene poi effettuata un’ulteriore verifica e se, anche in questo caso, il datore di lavoro non ottempera alle indicazioni, l'UIL procede a una denuncia al Ministero pubblico. Sarà poi la magistratura a valutare la sanzione pecuniaria». 

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COMMENTI
 
Diablo 1 anno fa su tio
Quanta disinformazione......l'obbligo del telelavoro ....un datore di lavoro, come magari citata Fiduciaria segnalata alla Redazione da qualche nuovo sceriffo, non ha nessun obbligo di acquistare portatili per tutti i dipendenti...quindi non é applicabile, e nessuno puó fare e dire nulla. Ovviamente il datore di lavoro é peró tenuto a far si che i suoi dipendenti usino la mascherina, e rispettino la distanza , oppure siano montanti dei pannelli in plexiglas......sono tornati gli sceriffi che facevano le foto a chi correva in pandemia e le mandava alle redazioni ?
gigipippa 1 anno fa su tio
Il mio capo da perfetto malfidente non accetta il telelavoro. Poi andando in giro a fare il Martin picio ha portato il virus in azienda.
Dalu 1 anno fa su tio
I capi non sono malfidenti, ma degli incapaci! Se so che un mio dipendente si da da fare, gli lascio la libertà di agire come preferisce! Chi vuole i propri dipendenti in ufficio per mancanza di fiducia, è semplicemente un incapace
Dalu 1 anno fa su tio
Una decina di irregolarità 😂😂 se controllassero veramente ci sarebbero dei zeri in più!🤷🏻‍♂️
Trin 1 anno fa su tio
Concordo! Per verificare quanto sia applicato il telelavoro basta ascoltare le notizie sul traffico. Nelle ore di punta sulle strade abbiamo gli stessi intasamenti prepandemici a dimostrazione che il telelavoro è poco applicato. Ancora recentemente sentendo dibattiti alla televisione sul telelavoro si menzionavano controlli inesistenti e mancata applicazione della disposizione anche negli uffici pubblici. Il boom degli acquisti on-line sembrerebbe inoltre dimostrare che molti possiedono almeno un pc in famiglia e quindi non dovrebbe essere un problema di mancanza di strumenti per lavorare da casa.
F/A-19 1 anno fa su tio
Forse non consideri che tanti lavori non si possono fare da casa, edilizia, artigianato, commercio, fabbriche, ospedali, servizi in generale. Solo le lezioni di possono fare da casa, infatti i risultati sono stati disastrosi, dopo se la contabilità od il segretariato può funzionare o meno non lo so ma ne dubito.
Mattiatr 1 anno fa su tio
Gli ordini online si possono fare anche con il natel. Inoltre non basta un computer per lavorare, io ho provato a lavorare da casa in quarantena ma ho solo avuto problemi. Inoltre non ho nemmeno la fibra ottica a casa. Diciamo che il telelavoro è applicabile molto facilmente a teorie e a formulari, nel mondo reale ci sono molte variabili.
Ala 1 anno fa su tio
Altri perditempo pagati con i soldi pubblici.... a me pare che i furbetti siano loro! 🤡
dan007 1 anno fa su tio
Cavolate il telelavoro i contagi sono più alti al cenone di Natale che al lavoro
Boh! 1 anno fa su tio
Concordo. Tanto più che secondo le statistiche la maggior parte dei contagi avverrebbe nella stretta cerchia familiare…. Quindi proprio a casa😎
gigipippa 1 anno fa su tio
Concordo, però io ho rinunciato al cenone, mentre altri miei collegi non hanno rinunciato al festone di capodanno. Si sono presentati al lavoro da contagiati, trasmettendo cosi il virus anche ad altri colleghi. Poi è partita tutta la trafila delle quarantene. La morale è che abbiamo cosi capito il numero delle persone indispensabili.
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