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La zona Bolette
AGNO
26.03.2021 - 18:030
Aggiornamento : 22:13

L'anomalo ultimatum dell'immobiliare al Comune

Stufa dopo 10 anni di attesa, la Bolelle Sa chiede al Consiglio comunale di affrontare la variante di Pr entro aprile

La reazione del municipale e deputato Seitz: «Pressione inammissibile»

AGNO - Sarà la posta in palio, sarà la lunga attesa, sarà che le votazioni sono dietro l'angolo. Di sicuro suona come un ultimatum la raccomandata che la società immobiliare Bolelle SA ha inviato, lo scorso 17 marzo, al Municipio di Agno. «Con la presente - scrive l'amministatore della società, avvocato Antonio Galli - si chiede che il prossimo Consiglio comunale esamini finalmente il messaggio municipale concernente la variante di PR Area Monda-Bolette». L'anomalia sta tutta in un privato che detta l'ordine del giorno all'ente pubblico: «Pressione inammissibile» è il commento che abbiamo strappato al municipale Giancarlo Seitz della Lega.

Il terreno minato - Tra Bolette e Bolelle sul piatto c'è un progetto immobiliare milionario impantanatosi da una decina d'anni in un mare d'inchiostro, tra raccolte di firme e stop da parte del Cantone. La pazienza del privato pare giunta agli sgoccioli: «Da anni i terreni della società non possono essere edificati per mancanza di direttive pianificatorie» scrive l'avvocato Galli. Che nella sua lettera parla di una richiesta «legittimata» dal, sin qui, infruttuoso iter politico. Il messaggio municipale con la variante di PR è stato consegnato al Consiglio comunale nel maggio del 2020 ed è basato su uno studio pianificatorio iniziato sul finire del 2010.

L'iter laborioso - Tre commissioni, continua Galli, «hanno avuto tutto il tempo per documentarsi, studiare e redigere i loro rapporti, nonostante la pandemia». Da qui il sollecito ulteriore del privato: «Alle commissioni rimane tutto il tempo per redigere i loro rapporti entro il 4 aprile», così da inserire la trattanda nel Consiglio comunale del 12 aprile. L'ultimo della Legislatura.

Se sarà fumata nera... - Nel caso la richiesta cadesse nel vuoto, beh, per Galli «ciò equivarrebbe a un chiaro segnale di avversione: rinviare alla prossima legislatura il messaggio equivarrebbe a rimettere tutto in discussione e comporterebbe, in ogni caso, ulteriori tempi biblici». Gli stessi accordi tra le parti, stipulati con atto notarile nel marzo 2020, «potrebbero - afferma l'avvocato - essere rimessi in discussione poiché la società ha avuto ed ha un danno finanziario dovuto al blocco dei suoi terreni».

«Non più disposti ad attendere» - Dopo un attesa di oltre 10 anni, si legge nella raccomandata, «la Immobiliare Bolelle Sa, dopo tutti gli sforzi sostenuti in quanto a tempo, tolleranza, pazienza, sacrifici e rinunce materiali e finanziarie per giungere a una soluzione condivisa, non è più disposta ad attendere». Basterà per dettare i tempi al Consiglio comunale?

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