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CANTONE
15.09.2020 - 14:450
Aggiornamento : 18:44

L'appello dei tassisti: «Senza l'IPG, ci condannate a chiudere»

Durante la stagione estiva senza turismo internazionale il settore ha perso il 70-80% del fatturato

LUGANO - Per i tassisti il lockdown è stato un periodo durissimo: con la gente chiusa in casa per più settimane, i clienti sono venuti a mancare. Con la fine del confinamento e la stagione estiva, il settore ha poi vissuto un miglioramento soltanto leggero. «Il comparto taxi cantonale ha registrato una perdita di fatturato compreso tra il 70 e l'80%», come fa sapere il comitato Taxi Ticino Uniti con un comunicato.

Infatti, i tassisti ticinesi soffrono la mancanza del turismo internazionale. «L'assenza di movimento di traffico da e per i maggiori aeroporti italiani e svizzeri ha dato il colpo di grazia: il movimento turistico svizzero interno è riuscito ad aiutare, ma solo in parte molto marginale».

L'IPG che sta per finire - Un salvagente per i tassisti era arrivato nella seconda metà di aprile, quando il Consiglio federale aveva deciso di estendere l'indennità di perdità di guadagno (IPG) per il coronavirus anche ai lavoratori indipendenti colpiti indirettamente dalla chiusura delle strutture o dal divieto di svolgere manifestazioni. Un sostegno che sta però volgendo al termine.

Sennonché proprio lo scorso venerdì il Governo federale ha deciso di prorogare la validità dell'ordinanza Covid-19 sulla perdita di guadagno. Si parla però soltanto di chi è stato messo in quarantena, dei genitori i cui figli non possono essere accuditi da terzi e dei lavoratori indipendenti costretti a interrompere l'attività in seguito alla chiusura di strutture o al divieto di svolgere manifestazioni. Per le categorie che subiscono restrizioni significative a causa della situazione attuale, la questione è invece al vaglio del Parlamento nel quadro dei dibattiti sulla legge Covid-19.

Tra perplessità e paura - Da qui la preoccupazione dei tassisti: la categoria si dice perplessa e teme per il proprio futuro, si legge ancora nel comunicato. «Non possiamo e non vogliamo neanche pensare che gli organi preposti interrompano gli aiuti IPG necessari a superare questa crisi epocale che ha paralizzato il turismo, i viaggi e gli spostamenti delle persone. Lasciare fuori il comparto taxi, che rimarchiamo essere tra i settori pIù colpiti economicamente, significherebbe condannare numerosi professionisti alla chiusura dell'attività».

I tassisti ticinesi esprimono comunque «il più pieno riconoscimento» al Cantone e alla Confederazione «per le misure adottate fino a oggi in nostro favore: aiuti sociali che hanno consentito a oltre cinquecento famiglie di sostenersi economicamente in questo difficile periodo».

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