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LUGANO
07.02.2020 - 06:050
Aggiornamento : 08:09

L’interprete cinese di Alex Fontana racconta il “suo” coronavirus

A tu per tu con Xiaoyu Lei, 50 anni, che affianca il pilota ticinese della KIA: «Così questa malattia ha cambiato il mio modo di vivere»

LUGANO – «Il coronavirus? Ha cambiato completamente il mio modo di vivere». Parola di Xiaoyu Lei, 50 anni, cinese. Il suo nome a molti non dirà nulla. La signora Lei, ex tenente dell’esercito, è l’interprete del pilota luganese Alex Fontana. Da qualche stagione Fontana corre proprio in Cina per la KIA, il cui team è composto da sudcoreani e, appunto, da cinesi. 

Signora Lei, da cinese come sta vivendo l’incubo del coronavirus?
«Io faccio avanti e indietro tra Milano e Pechino. Sono le mie due città base. È chiaro che sono preoccupata, come tutti i cinesi. A Pechino c’è tutta la mia famiglia. Si vive nella paura e si cerca di seguire le direttive del Governo, non uscendo di casa. È l’unica soluzione per spezzare la catena del contagio». 

Da grande viaggiatrice avrà sicuramente problemi supplementari…
«Per lavoro mi devo muovere per forza. In questi giorni mi trovo a Milano e cerco di stare isolata. Ho avvisato tutti i miei vicini. Perché durante la trasferta c’è sempre il rischio di contrarre il virus. Non sai mai esattamente con chi viaggi».

Ecco, come la guardano i vicini?
«Mi salutano da lontano. C’è una normale diffidenza. Il barista sotto casa, invece, è venuto a stringermi la mano senza problemi. Mi ha fatto piacere». 

Le capita di venire a Lugano?
«Raramente. Solo per incontri con Alex e col padre. Alex di solito corre in Asia, quindi è lui a venire da noi».   

Quando ha iniziato a temere veramente il coronavirus?
«La svolta è arrivata quando le autorità hanno dichiarato Wuhan come epicentro della malattia, impedendo ai cittadini di spostarsi. Lì abbiamo capito tutti che la situazione era grave. Poi vedi che ogni giorno il numero degli infettati aumenta e ti rendi conto che non sei di fronte a uno scherzo. Il popolo cinese ora vuole dare una mano alle autorità. L’unica maniera per farlo è fare in modo che il virus non si propaghi ulteriormente». 

Anche il campionato in cui corre Alex Fontana subirà dei posticipi a causa del coronavirus…
«Esatto. Alex avrebbe dovuto cominciare a inizio marzo in Malesia. Ma siccome gli organizzatori sono proprio di Wuhan tutto scivola di qualche settimana. Sperando che nel frattempo il virus venga sconfitto».  

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