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MAROGGIA

Usa la bandiera neonazi come tenda: «Che male c'è?»

La croce celtica spunta in un'abitazione e crea scompiglio nel condominio. Gli inquilini: «Ognuno ha le sue idee». Ma devono rimuoverla
foto lettore
La bandiera affissa nell'abitazione
Usa la bandiera neonazi come tenda: «Che male c'è?»
La croce celtica spunta in un'abitazione e crea scompiglio nel condominio. Gli inquilini: «Ognuno ha le sue idee». Ma devono rimuoverla
MAROGGIA - C'è chi sul balcone espone la bandiera della squadra del cuore. Chi quella della Svizzera, o del paese d'origine. In un condominio di Maroggia di recente è spuntato un vessillo un po' più controverso: una bandiera neon...

MAROGGIA - C'è chi sul balcone espone la bandiera della squadra del cuore. Chi quella della Svizzera, o del paese d'origine. In un condominio di Maroggia di recente è spuntato un vessillo un po' più controverso: una bandiera neonazista, con una croce celtica su sfondo bianco e rosso. 

«Lesivo dell'immagine» - Il simbolo non è sfuggito ai passanti e nemmeno ad alcuni condomini. L'amministrazione del palazzo, una società locale, è intervenuta settimana scorsa presso gli inquilini dell'appartamento invitandoli a rimuovere il simbolo, in quanto «inopportuno e lesivo dell'immagine» del condominio. 

«Che male c'è?» - La bandiera, va detto, è affissa dall'interno contro il vetro di una finestra. Ma non passa inosservata. Anche perché affaccia direttamente su una strada molto trafficata. «Sinceramente non capiamo che male ci sia» replicano a Tio/20minuti gli autori del gesto, una coppia di 30enni arrivata in città di recente. «Volevamo mettere una tenda, per impedire agli estranei di guardarci in casa. E abbiamo messo quella». 

La legge vaga - Una bella coincidenza. Del resto gli interessati non rinnegano le proprie idee estreme: ma dietro la trovata, assicurano, non ci sarebbe una provocazione. «Ognuno è libero di credere in ciò che vuole». In effetti in Svizzera l'esposizione di simboli neonazisti non è vietata, come in Italia o in Germania, se non ha “scopo di propaganda”. Non mancano casi di bandiere sequestrate dalla polizia in abitazioni private: l'ultimo a Basilea, nel 2013. Ma una modifica per rendere «più chiara» la legge era stata respinta due anni prima dal Consiglio federale.

Polemica chiusa - «Non interveniamo perché la questione non è di nostra competenza» commenta il sindaco Jean-Claude Binaghi. «Si tratta di uno spazio privato». Per Elio Bollag, rappresentante della comunità ebraica di Lugano, la libertà d'opinione è importante ma «è allarmante che l'ideologia neonazista affascini di nuovo chi non conosce la storia, e vuol fare credere che questi movimenti possano avere qualcosa di positivo». Nel frattempo, complice l'intervento tempestivo dell'amministrazione, la bandiera è stata rimossa.

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