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LUGANO

Assolto dopo un'odissea di 10 anni

L'inchiesta sul "genio della finanza" Roberto Rivera, la più lunga della storia recente del Ticino, si è conclusa con un nulla di fatto
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Assolto dopo un'odissea di 10 anni
L'inchiesta sul "genio della finanza" Roberto Rivera, la più lunga della storia recente del Ticino, si è conclusa con un nulla di fatto
LUGANO - Quasi undici anni. Tanto è durato il procedimento "lumaca" contro Roberto Rivera. Il 50enne trader comasco è stato protagonista dell'odissea giudiziaria più lunga della storia ticinese recente. Che si è conclusa c...

LUGANO - Quasi undici anni. Tanto è durato il procedimento "lumaca" contro Roberto Rivera. Il 50enne trader comasco è stato protagonista dell'odissea giudiziaria più lunga della storia ticinese recente. Che si è conclusa con un nulla di fatto. 

A maggio scorso, ha riferito oggi il Caffè, l'uomo d'affari italiano è stato assolto con un decreto di abbandono. Per il crac della AstonBank di Lugano era stato accusato di bancarotta fraudolenta, riciclaggio e falsità in documenti. L'istituto era fallito nel 2009 con un buco di 20 milioni. Nei mesi precedenti l'allora 40enne, considerato un "genio della finanza", si era visto sequestrare dalla Procura di Lugano tre milioni di franchi, poi diventati otto e mezzo. 

Una mossa contestata duramente dal diretto interessato, che si è più volte dichiarato vittima di mala-giustizia. A insospettire gli inquirenti, paradossalmente, era stata proprio l'abilità di Rivera negli affari: la stessa che gli ha consentito, negli anni, di movimentare e far fruttare il patrimonio sequestrato, grazie a un'autorizzazione speciale della Procura. 

Ad agosto 2018 la Corte dei reclami penali aveva deciso lo sblocco di 5 milioni. Soldi che erano stati poi ri-congelati dal Tribunale federale a gennaio. Insomma un ping-pong giudiziario in cui il castello di accuse - passando di mano, fra l'altro, tra diversi procuratori - è venuto a ingarbugliarsi e a cadere, infine, in una bolla di sapone. Con l'assoluzione piena, il trader si è visto riconoscere la proprietà legittima degli 8,5 milioni. E potrà tornare a lavorare.  

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