BELLINZONA
12.02.2019 - 09:200
Aggiornamento : 15:17

«Ogni volta che trovo un lavoretto, l’assistenza mi “mangia” i soldi»

Come un cane che si morde la coda. Quanto è dura uscire dal tunnel per chi è senza lavoro da tempo? Il caso della 41enne Sara Scuncio è emblematico. Il Cantone: «Fatti miglioramenti»

BELLINZONA – «Io mi do da fare per rialzare la testa. Ogni volta che trovo un lavoretto, però, devo dichiarare quanto guadagno, e l’assistenza mi decurta la “busta paga”». Sara Scuncio, 41 anni, di Bellinzona è una delle tante persone ticinesi che cercano di uscire dall’assistenza. Invano. I problemi, per lei, mamma di un ragazzo di 12 anni, sono iniziati dopo la separazione dall’ex compagno nel 2012. «Non sono mai riuscita a trovare un lavoro a tempo pieno, o a una percentuale tale da non avere più bisogno di aiuti statali».

Un inferno senza ritorno – L’assistenza è un inferno da cui, una volta entrati, non si esce più? Il numero delle persone in assistenza in Ticino è aumentato in modo marcato tra il 2011 e il 2015, e in maniera più contenuta negli anni successivi. La crescita, insomma, ha subito un rallentamento. Al momento sono poco più di 8.000 le persone che ricevono un aiuto.

Il minimo vitale – A sancire a quanto debba ammontare il sussidio d’assistenza è il cosiddetto minimo vitale. Oggi, per la persona singola, equivale a 995 franchi mensili. A questa cifra vanno aggiunti affitto e cassa malati. «Tenendo conto anche degli assegni che ricevo per mio figlio – dice Sara – , vivo con poche migliaia di franchi al mese». La 41enne parla di una cifra che si aggira attorno ai 2.300 franchi.  

L’esperienza che non conta più – Eppure Sara ha esperienza nel ramo amministrativo, è una persona che nella vita si è sempre adattata, ha fatto anche la barista e la donna delle pulizie. «Il fatto è che se guadagno 700 franchi in un mese facendo qualche ora di pulizie, poi me li detraggono dal sussidio che ricevo. Perché il budget complessivo fissato per me non deve andare oltre una determinata soglia mensile. In questo modo, però, non riesco mai a ripartire veramente. O uno ha la fortuna di trovare un posto di lavoro vero e abbandonare l’assistenza, oppure ci resta invischiato».  

Circa il 20% degli assistiti è sulla stessa barca – «L’assistenza – spiega Cristina Oberholzer, responsabile della Sezione del sostegno sociale – ha lo scopo di coprire sempre il fabbisogno minimo della persona. Quello della signora in questione non è un caso isolato. Circa il 20% dei nuclei famigliari che necessitano di prestazioni di sostegno sociale infatti lavorano: a tempo pieno, tempo parziale o anche su chiamata».

Problema (quasi) inevitabile – Storie come quella di Sara sono metaforicamente rappresentabili con la figura del cane che si morde la coda. «Il problema non è del tutto evitabile – ammette Oberholzer –. E va ricondotto alla situazione difficile del mercato del lavoro. Sono stati, tuttavia, attuati correttivi per migliorare le cose».

Il correttivo – Infatti, per cercare di agevolare e incentivare un rientro lavorativo di queste persone, è stata introdotta a partire dal 2016 una franchigia sul reddito. «Non viene computata per ogni membro dell’unità di riferimento una quota pari al 20% del reddito da lavoro (franchigia). Questo fino ad un massimo di 350 franchi al mese. Non viene quindi scalato l’intero ammontare guadagnato, ma solo la quota eccedente la franchigia».

C’è anche chi riesce a uscirne – Un contentino? Una falsa soluzione? Se ne può discutere. Secondo Oberholzer, tuttavia, oggi l’assistenza sociale è diventata un punto di passaggio e non più un punto di arrivo. «Questa forte dinamicità è confermata anche dalle cifre. Nel 2017 sono state poco più di 1700 le nuove domande accettate, e poco meno di 1800 le domande nuovamente chiuse». 

Accompagnati verso il reinserimento – La formazione continua e l’acquisizione delle competenze di base sono, e restano, importanti elementi per potere rientrare nel mercato del lavoro. «Oggi – conclude Oberholzer – le persone che beneficiano di prestazioni di sostegno sociale e sono abili al lavoro seguono un percorso di reinserimento professionale con il supporto degli uffici regionali di collocamento». 

Commenti
 
jena 6 mesi fa su tio
mah
Lucadue 6 mesi fa su tio
L'assistenza è un aiuto finanziario che viene concesso a chi ha bisogno come un prestito, e quindi non a fondo perso. Troppa gente ignora questo particolare. Se poi il danaro versato dall'assistenza non può essere restituito, lo stato sociale chiude magari un occhio. Allora, perché lamentarsi?
moma 6 mesi fa su tio
@Lucadue Ne chiude 10 di occhi...dai.
moma 6 mesi fa su tio
Magari un attimo di riconoscenza verso l'assistenza di stato, ci vorrebbe. Non fosse altro che per rispetto nei confronti di chi lavora e, giustamente, la paga per solidarietà, ci mancherebbe. Ma lamentele di questo genere sono fuori luogo.
Lore62 6 mesi fa su tio
...non preoccupatevi, a questa gli chiederanno la restituzione fino all'ultimo centesimo, magari con interessi, dell'aiuto ricevuto, invece ai nostri politici, sui rimborsi illegali ecc..., finisce sempre nel decreto di "non luogo a procedere"... XD
seo56 6 mesi fa su tio
No comment!!
gibi 6 mesi fa su tio
Cara signora Scuncia, lei riceve piu di 2'300. In quanto il minimo vitale è 995. + 1250. che danno per l'affitto + circa 500. per la Cassa Malati Totale + 250. assegno figlio Totale circa 3'000. !!!!! Soldi A GRATIS !!! E pretende pure che le lascino quello che guadagna con il lavoretto parziale ? Ma scherziamo ? Sa quante donne con un bambino che lavorano al 100 % sudando tutto il mese non arrivano a quella cifra ? E poi anche Tio..... articolo di protesta inutile.
jena 6 mesi fa su tio
@gibi clap clap clap
neuropoli 6 mesi fa su tio
@gibi chf 1250.00 per l'affitto sono un bel gruzzolo...
Bibo 6 mesi fa su tio
Con 1000.- al mese (995.-) si può vivere dignitosamente se ti pagano affitto e cassa malati, certzo non si nuota nell'oro ma per mangiare e vestirsi sono più che sufficienti, certo che se si ha l'abbonamento per la tele da 150.-, il natel da 120.- ecc... allora non bastano ma esistono anche per molto meno...
neuropoli 6 mesi fa su tio
@Bibo quoto al 100%... io ci starei dentro alla grande.
TI.CH 6 mesi fa su tio
Penso che badinilandia ha fatto scuola assomigliamo sempre più ad essa.
Nicklugano 6 mesi fa su tio
Ma che significa l'assistenza mi mangia i soldi ? Non mangia proprio niente, è più che legittimo che la prestazione dell'assistenza venga decurtata del reddito conseguito, ci mancherebbe altro...
ni_na 6 mesi fa su tio
Solidarietà, e buona fortuna a Sara e tutte le persone nella sua situazione, perché le cose migliorino. Anche sul piano politico...
jena 6 mesi fa su tio
@ni_na solidarietà si, beneficenza a fondo perso e a favore di alcuni no
LAMIA 6 mesi fa su tio
Sedelin, tu hai toccato un tasto giusto. I soldi dell assistenza vanno restituiti. Cominciamo a farli restituire anche a tutti i rifugiati o pseudo rifugiati che hanno beneficiato del nostro aiuto e tutto ad un tratto costruiscono ville, girano con auto di lusso e ritornano in vacanza al paesello natio da dove "erano scappati" ma dove hanno fortune che il nostro fisco nemmeno si accorge
Galium 6 mesi fa su tio
@LAMIA Solite leggende metropolitane ad uso xenofobo. Gli unici stranieri che vanno in giro con auto di lusso pagando poche tasse sono quelli a cui certi cantoni hanno concesso forfait fiscali in base alla vecchia filosofia del segreto bancario. Ma questo non c'entra nulla con i rifugiati.
vedeggio 6 mesi fa su tio
@LAMIA osservazione perfetta ! Infatti sembra che solo gli indigeni sono super controllati.
sedelin 6 mesi fa su tio
@LAMIA a scanso di equivoci, io non ho nominato rifugiati facendo le supposizioni che fai tu. mi riferivo a chiunque ha beneficiato dei soldi pubblici e ora ha un lavoro, senza distinzione di nazionalità.
Thor61 6 mesi fa su tio
@Galium Non saprei se hanno le ville, ma di sicuro la confederazione a PAGATO le vacanze per andare nello stesso paese da cui SCAPPAVANO, tant'è che hanno pensato (Non saprei se attuato) ad un correttivo, cioè chi va in vacanza da dove scappava (Magari da una guerra) ci dovrebbe rimanere! Altro che leggende metropolitane! Su questo blog si è parlato di pagamenti per la patente e molto altro che ai cittadini Svizzeri non viene concesso.
sedelin 6 mesi fa su tio
@Galium concordo!
GI 6 mesi fa su tio
purtroppo spesso ci si dimentica del fatto che il contributo assistenziale è un anticipo su possibili futuri introiti.....che dovranno (o dovrebbero...) essere utilizzati per il rispettivo rimborso....altrimenti i prossimi che incassano ??
Evry 6 mesi fa su tio
Certo perchè questi servizi sono in mano ai PSini che danno la preferenza ai loro ini.....
pedrito-el-drito 6 mesi fa su tio
@Evry ma non dire corbellerie...interessati chi è il capo dipartimento... e poi cosa centra?
Shion 6 mesi fa su tio
Un giorno ci sarà il reddito di cittadinanza. Al momento l'uomo è ridotto a schiavo con tutto il conseguente mal vivere e tutta la diseguaglianza e ingiustizia immaginabili. Il che porta al vivere fino al 100% in modalità di egoistica sopravvivenza con tutte le conseguenze del caso. Insomma siamo una razza a livello ancora molto primitivo.
Meno 6 mesi fa su tio
@Shion Di che tipo di schiavo parlando? A me semplicemente non sembra, e dubito che qualcuno con il passato da schiavo abbia il coraggio di definire la nostra una schiavitù....
jena 6 mesi fa su tio
@Shion bravo... infatti la Finlandia che l'ha testato sta gia' rinunciando all'idea....
bimbogimbo 6 mesi fa su tio
@Shion ma cosa sta dicendo? semplicemente se mai arriverà il reddito di cittadinanza, i lavativi e furbetti che non hanno voglia di lavorare, avranno un ulteriore scusa per non fare niente (o peggio fare dei lavoretti saltuari in nero quando ne hanno voglia). Abbiamo gia fin troppo assistenzialismo incontrollato nel nostro paese, interamente finanziato dalle persone per bene che ogni mattina si alzano per andare a lavorare (anche se a volte il lavoro è pessimo o non piace)
Lore62 6 mesi fa su tio
@bimbogimbo ...forse NON hai capito il concetto del "reddito di cittadinanza"... In un futuro, e ti assicuro non tanto lontano visto la velocità con cui la digitalizzazione avanza, quest'ultima farà SCOMPARIRE la maggior parte dei mestieri esistenti oggi, ingegneria, medicina, autisti di taxi autotreni ecc..., giornalisti, assistenze a domicilio ecc..., rimpiazzando con offerte di lavoro in pochissimi ruoli marginali (ma altamente qualificati), nell'assistenza all'intelligenza artificiale! AVERE un lavoro sarà un lusso per pochi!! mentre la maggioranza della popolazione sopravvive con lavoretti, salari al di sotto della soglia di povertà e economia di sussistenza. Purtroppo fino a una manciata di anni fa, molte attività erano prerogativa degli umani, quindi va quindi salutata positivamente la provocazione di chi chiede un reddito di cittadinanza proprio per garantire la continuità della nostra economia basata sul consumo purtroppo...
Shion 6 mesi fa su tio
@bimbogimbo Ciò non vuol dire che queste particolari situazioni presenti (ovviamente nefaste anche per coloro che fanno ciò che non piace) saranno così anche in futuro. Ci sono delle trasformazioni globali molto profonde e veloci in corso e delle inversioni nelle cause-effetti. Lore62 qui sotto sintetizza molto bene la prospettiva.
Shion 6 mesi fa su tio
@Lore62 Ottima argomentazione articolata. L'andamento è quello anche matematicamente ma c'è chi ha deciso di negarlo.
Pepperos 6 mesi fa su tio
Dipende poi dalla commissione , se vogliono cancellare il debito! Sono sempre soldi della cassa del comune. In Grigioni funziona così.
sedelin 6 mesi fa su tio
é normale: i soldi dell'assistenza NON sono un regalo, ma un aiuto che dovrebbe essere restituito.
Mao75 6 mesi fa su tio
@sedelin Vero, ma se uno ha lavorato onestamente prima, non vedo perché non dovrebbe avere diritto ad una prestazione dopo. Poi, parliamoci chiaro: non mi sembra che si parli di una persona che fa fatica a pagare la rata del mutuo..... solo una mamma cha fa fatica ad arrivare a fine mese, come tante persone che magari un lavoro al 100% ce l'hanno. Tieni duro Sara!
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