Tio.ch / 20 minuti
+6
ULTIME NOTIZIE Ticino
CANTONE
32 min
«Oltre 450 persone in isolamento in Ticino»
Il DSS fa il punto della situazione sull'evoluzione epidemiologica in Ticino del Covid-19
FOTO E VIDEO
TENERO-CONTRA
1 ora
Il cielo al posto della televisione
È stata presentata oggi l'innovativa struttura del Camping Tamaro Resort di Tenero.
LOSONE
2 ore
Scavando dietro i mucchi di una sabbia scomoda
Silo & Beton Melezza SA: i politici e (ex) funzionari cantonali che ruotano attorno alla famiglia Pinoja
MELIDE
3 ore
Confermato il Milan Junior Camp
Dopo il grande successo della scorsa stagione, i Rossoneri raddoppiano i turni
CANTONE
5 ore
I casi ticinesi tornano in doppia cifra
Non si verificavano così tante infezioni dal 21 maggio. Invariati i decessi che sono fermi a quota 350 dall'11 giugno.
FOTO E VIDEO
LUGANO
5 ore
20 minuti ha distribuito 25mila mascherine gratuite
Distribuzione di mascherine stamane in alcune stazioni svizzere assieme a una copia di 20 minuti.
CANTONE / SVIZZERA
6 ore
Crollo del turismo anche nel mese di maggio
In Ticino la contrazione è stata del 72,3%, a livello nazionale addirittura del 79,2%.
GAMBAROGNO
6 ore
Dal sogno all’incubo: «Il mio terreno non vale più nulla»
Aveva un progetto da favola: ora si ritrova con un pugno di mosche. Il “dramma” dell’architetto Federico Peter.
CONFINE
7 ore
"Bella vita" a Como, immobile sequestrato a una società svizzera
Attiva nel settore bancario, non aveva la necessaria autorizzazione.
CANTONE
8 ore
Mascherine sui treni, l'A2 ne subisce le conseguenze
Alle 6 del mattino le code raggiungevano i cinque chilometri.
SAVOSA
8 ore
Mascherine per tutti i gusti: «Così ho dato gioia ai bimbi»
Il medico Anna Sekulovski produce protezioni facciali esclusive per i suoi pazienti
CANTONE
23.01.2019 - 12:430
Aggiornamento : 17:02

«I visitatori arrivano chiacchierando, se ne vanno in silenzio»

A conclusione di “Lugano città aperta”, l’Usi ha ospitato stamattina il direttore del Museo di Auschwitz-Birkenau Piotr Cwyiński

LUGANO - «Il nostro non è un museo storico, ma fenomenologico. Non vogliamo dare risposte, quello che dobbiamo garantire è l’inquietudine morale sui tempi contemporanei». Sono alcune delle parole usate da Piotr M.A. Cywiński, Direttore dell’Auschwitz-Birkenau State Museum, che stamattina ha tenuto una conferenza all’Usi.

Il tristemente noto campo di concentramento e di sterminio degli ebrei provenienti da tutta Europa oggi accoglie milioni di visitatori ogni anno. L’intento del museo non è solo quello di mostrar loro ciò che successe durante la II Guerra mondiale - «chi viene da noi conosce già la storia» - ma di educarli. Grazie anche a 320 guide, in 20 lingue diverse: «Non credo esista un altro museo al mondo con questi numeri».

Ad Auschwitz non si rivive dunque solo la storia, ma si vive l’autenticità del posto, «un elemento centrale da proteggere». Autenticità e educazione, per non dimenticare. Per evitare tragedie come il genocidio che ha avuto luogo in Birmania l’anno scorso, «nel silenzio più completo del mondo». «Se non si fece nulla 80 anni fa, in tempo di guerra, come è possibile che non si faccia nulla ora in tempo di pace?» ha chiesto retoricamente ai presenti.

Per chi visita il museo - ha spiegato ancora Cywiński - si tratta di un rito di passaggio: «La gente entra chiacchierando e sorridendo ed esce in silenzio, spesso piangendo. E quando succede abbiamo raggiunto l’obiettivo».

Tradizione umanitaria ticinese - Ma se il piattoforte della mattinata era la conferenza del direttore del Museo di Auschwitz-Birkenau, c’è stata anche l’occasione per fare un bilancio di “Lugano città aperta”, una serie di eventi organizzati negli ultimi dodici mesi «per valorizzare la tradizione umanitaria di Lugano e della Svizzera italiana verso chi ha subito l’oppressione politica, la persecuzione razziale e religiosa e la negazione della libertà».

Sembra passata una vita da quando - era gennaio 2009 - il Garni S. Carlo di via Nassa veniva sgomberato dai profughi, ospiti da un paio di mesi della struttura. Donne e bambini dovettero lasciare l’hotel a seguito di quello che venne definito «un ultimatum» o «un diktat» del Municipio.

«Lugano oggi è una città aperta» - Esattamente dieci anni dopo «Lugano è una città aperta. Non a parole, con i fatti», ha detto con un certo orgoglio Marco Borradori. «Quando mi hanno proposto l’idea di questi appuntamenti mai avrei pensato che si sarebbe aperto davanti a me un mondo che non conoscevo e che mi ha arricchito», ha aggiunto il sindaco di Lugano parlando degli atti di altruismo compiuti da persone comuni - i Giusti, omaggiati con un giardino inserito nel Parco Ciani - «che non hanno avuto timore nel dare una risposta al male che vedevano».

L’importanza della memoria - Fra le varie autorità presenti, è intervenuto anche il direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, il quale ha posto l’accento sull’importanza della memoria: «Ricordare è faticoso, ma è utile perché ci mette di fronte al nostro passato e ci aiuta a comprendere il presente e a responsabilizzarci per il futuro». I Professori Stefano Prandi e Giacomo Jori (USI) e il direttore dell’Archivio storico della Città Pietro Montorfani hanno invece presentato gli Atti di “Lugano città aperta”, che ripercorrono il progetto arricchiti dai contributi dei Giusti luganesi: Francesco Alberti, Carlo Sommaruga, Anna Maria Valagussa e Guido Rivoir.

Tio.ch / 20 minuti
Guarda tutte le 10 immagini
Commenti
 
ATTENZIONE: a causa dell’elevato numero di commenti sui blog e alla difficoltà della redazione di monitorarli, abbiamo attivato un filtro automatico.
La libertà di espressione deve essere garantita da un comportamento civile e rispettoso di ciascun utente.
Chiunque scriverà offese o frasi irrispettose verrà automaticamente bannato con la conseguente cancellazione dell’account.
Hardy 1 anno fa su tio
Ci sono stato di recente, e ho in programma di ritornarci in compagnia di alcuni amici che desiderano visitarlo. È un'esperienza profondamente diversa dalle visite turistiche che usualmente si fanno, e io ne sono rimasto parecchio colpito. Una volta visitato Auschwitz stentavo a credere che l'umanità fosse arrivata a tanto, per giunta piuttosto di recente.
KilBill65 1 anno fa su tio
Trovo giusto che dicendo che i visitatori del Museo di Auschwitz-Birkenau entrano parlando e escono in silenzio o piangendo!!...Il messaggio e' giusto educativo, nel far capire questa crudelta' nel periodo della seconda guerra....La speranza che nella difficile epoca umana, non succedano piu' cose del genere.
Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter


Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-07-06 15:16:10 | 91.208.130.87