MORBIO INFERIORE
12.12.2018 - 08:050
Aggiornamento : 10:12

Un marionettista alla ricerca di un erede: «Donerò tutto»

Da oltre dieci anni costruisce marionette. Gioacchino Lo Nardo ora cerca uno spazio per mostrarle al pubblico. E per Natale ai bambini dice: «Basta con i giochi elettronici»

MORBIO INFERIORE - Toccategli tutto, ma non il suo Teodoro. Ci ha messo sei mesi per costruirlo. Teodoro è la marionetta più complessa della bottega di Gioacchino Lo Nardo. Un moderno Geppetto di origini italiane,  che da anni vive e lavora a Morbio Inferiore, dove nel suo atelier si dedica a un’arte antica e impegnativa. Costruisce marionette. Attenzione a non chiamarli burattini. «I burattini sono personaggi a metà busto, si usano come fossero guanti e venivano usati per spettacoli destinati al popolo. Le marionette invece hanno una costruzione minuziosa, vengono decorate anche con gioielli o colorate in oro. Appartenevano ai nobili che erano soliti  avere perfino dei teatri di marionette in casa con i quali offrire spettacoli ai loro ospiti».

Un lavoro per niente scontato e che richiede tantissimo tempo per la realizzazione, come ci racconta Gioacchino nel video allegato: «Per costruire una marionetta normale, una da  5-8 fili, ci vogliono una trentina di giorni. Più fili si hanno e più la marionetta è in grado di fare movimenti. Il mio Teodoro ha 36 fili, ci ho impiegato sei mesi per realizzarlo, due mesi solo per costruire la mano sinistra». Dietro di lui si nascondono tante altre arti: si va dalla falegnameria, alla sartoria, perchè bisogna cucire pure gli abiti, passando per la pittura con la colorazione del viso, fino alla costruzione delle scenografie.

E in questi giorni prenatilizi di shopping frenetico, l’invito di Gioacchino Lo Nardo suona perfino poetico. «I bambini dovrebbero venire a vedere uno spettacolo di marionette e rendersi conto che non esistono solo i giochi elettronici. Una marionetta ti permette di scoprire un mondo che fino ad allora avevi ignorato».

Ma il tempo avanza e si invecchia. Gioacchino Lo Nardo ha ancora un sogno: quello di poter trovare uno spazio e un erede. Uno spazio per mostrare le sue tantissime marionette. «Mi piacerebbe che qualcuno trovasse un locale dove esporle. Non voglio guadagnarci nulla, vorrei solo che la gente toccasse con mano questa arte e questa storia». E soprattutto un erede: «Spero di trovar qualcuno che voglia portare avanti l’attività. In quel caso donerei tutto. È un’arte certamente difficile, ma quando si ha la passione, tutto diventa facile».

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