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CANTONE
28.03.2017 - 10:170
Aggiornamento : 12:21

Una maxi banda di 20 ladri in giro per il Ticino

Gruppi composti da nomadi. Arrivano dall'Italia. Tra loro anche minorenni. Inchieste mirate, dispositivi e appostamenti hanno garantito il forte calo dei furti in tutto il Ticino

BELLINZONA - Agiscono prevalentemente in bande, composte da nomadi, albanesi e romeni, dedite ai furti con scasso nelle abitazioni. Una di queste contava ben 20 autori fra le sue fila. Questi sono alcuni dei numeri relativi alle operazioni che hanno impegnato la Sezione reati contro il patrimonio della Polizia e che hanno permesso nel 2016 di ridurre fortemente il numero di furti in tutto il Ticino.

La "maxi banda" in particolare, composta anche da minorenni, è stata bloccata grazie a una lunga e complessa inchiesta partita dal Ticino e non ancora conclusa, che ha permesso di effettuare numerosi arresti pure in altri cantoni svizzeri. La base della banda era ubicata in un campo nomadi di Roma, che e da lì si spostava verso nord utilizzando veicoli noleggiati in Svizzera.

Altre importanti indagini hanno portato all’arresto di alcuni individui facenti parte di una banda dedita allo scasso che ha messo a segno 35 furti in poco più di due mesi - valore della refurtiva circa 300'000 franchi - e di tre scassinatori albanesi che colpivano nella zona del Malcantone in abitazioni, case di vacanza e rustici, spostandosi a piedi nei boschi. Uno sforzo investigativo, con appostamenti e dispositivi congiunti, che ha permesso di chiarire oltre 130 furti avvenuti tra il 2014 e il 2016.

Anche le campagne di sensibilizzazione e le nuove dotazioni tecnologiche hanno svolto un ruolo importante, in particolare nel ridurre i reati nell’ambito delle truffe. In particolare il fenomeno dei cosiddetti “falsi nipoti” in Ticino è stato «praticamente azzerato» grazie alla forte attività di contrasto e informativa effettuata nel corso degli ultimi anni. Un tipo di truffa tuttavia ben presente anche negli altri cantoni della Confederazione e nel nord Italia, e che di conseguenze, precisano le forze dell'ordine, richiede un monitoraggio costante.

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