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02.10.2016 - 09:030
Aggiornamento : 13:34

Le «luci rosse» si spengono in Ticino

Controlli, cambio sfavorevole e leggi incerte hanno avviato il declino del mercato della prostituzione nel Cantone. Il numero di "ragazze registrate" è calato del 26% tra il 2014 e il 2015

PAZZALLO - La "crisi" in Ticino ha toccato pesantemente anche il settore a luci rosse. Come riferisce il Caffé nella sua edizione odierna, i tempi in cui il Cantone era un vero e proprio "punto di riferimento" a livello nazionale sono oramai, in parte per l'effetto "Domino" generato dall'omonima inchiesta e in parte a causa dello scoraggiante cambio tra franco e euro, molto lontani.

Cifre alla mano, il mercato della prostituzione in Svizzera ha visto il numero di locali dimezzarsi nel giro di 6 anni, passando dagli oltre 1800 del 2008 ai 902 del 2014. Una tendenza che ha trovato conferma anche in Ticino, che in un solo anno, tra il 2014 e il 2015, ha registrato un calo del 26% nel numero di ragazze «registrate tra hotel e appartamenti», riferisce il Caffé.

I locali in Ticino oggi «vivacchiano» ha spiegato Ulisse Albertalli, ex patron del Bar Oceano di Lugano e pioniere del settore, additando «il fisco, i controlli continui» e «l'incertezza di una legge sulla prostituzione che ancora non trova una maggioranza in parlamento». Una situazione instabile che spinge le prostitute sempre più lontane dal Ticino, le quali oggi preferiscono spostarsi in Austria dove con «50 franchi hanno i documenti e una posizione del tutto regolare», ha sottolineato Albertalli.

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