Foto Zylberberg
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TICINO
27.06.2016 - 09:490
Aggiornamento : 15:54

I mille segreti delle prostitute: «Quando non lavoriamo…»

La Svizzera italiana è tra i regni del sesso a pagamento in Europa. Ma come vive la sua quotidianità una lucciola? Intervista a due “professioniste”

LUGANO - È sempre un Ticino a luci rosse. Aumentano i controlli di polizia e allo stesso tempo sono sempre di più le lucciole registrate legalmente (nel 2015 circa 450), in calo invece quelle abusive. Ma come vivono la loro quotidianità queste ragazze? Cosa fanno quando non lavorano? E come si relazionano con parenti e amici? Siamo andati a Pazzallo, nella cittadella del sesso a pagamento, dove sorgono il Moulin Rouge, l’Iceberg e soprattutto l’Oceano. Proprio qui lavorano Carolina, 30enne rumena, e Raffaella, 26enne ungherese. La loro è una testimonianza forte. Per certi versi sconvolgente.

Da quanto tempo fai questo lavoro?

Carolina: «Da quando avevo 18 anni. Ho fatto tre anni di pausa, per staccare, non ne potevo più. Ho ripreso da un anno».

Raffaella: «Io ho appena iniziato. Da circa due mesi».

Perché hai preso questa strada?

Carolina: «Ho studiato amministrazione pubblica. In Romania di lavoro non ce n’era. Questi mi sembravano soldi facili».

Raffaella: «Ho fatto la scuola di turismo. Ma era difficile trovare un impiego. Un giorno, in televisione, ho sentito parlare della prostituzione in Svizzera. Mi sono informata e sono partita. Meglio questo che fare la fame».

Non ti pesa vendere la tua intimità?

Carolina: «Adesso sì. Dopo tutti questi anni ho la nausea».

Raffaella: «Sono ancora agli inizi, ho l’euforia della principiante. Le colleghe più esperte mi hanno detto che è normale».

Hai paura delle malattie sessuali?

Carolina: «Sì. E per questo mi proteggo in ogni modo. E proteggo anche il cliente».

Raffaella: «Non vado mai oltre certi limiti. La vita è una sola».

Quanto conta la recitazione nel tuo lavoro?

Carolina: «Tantissimo. Non sono mai stata me stessa. Anche se ultimamente mi è passata un po’ la poesia».

Raffaella: «Parecchio. Prendo tutto come se fosse un gioco. È il cliente a volere questo».

Quali sono i tuoi hobby al di fuori del lavoro?

Carolina: «Faccio nuoto, shopping. E vado al cinema. Mi piacciono i film drammatici e i thriller».

Raffaella: «Vado in palestra. E quando capita in discoteca».

Hai amici?

Carolina: «Pochi. Soprattutto uomini. È difficile che una donna sia amica di una prostituta».

Raffaella: «In Ticino no. Non ho tempo. Li ho nel mio Paese d’origine».

Se incontri un tuo cliente per strada cosa fai?

Carolina: «Se lui mi saluta, lo saluto. Altrimenti faccio finta di nulla».

Raffaella: «Preferisco stare sulle mie. La discrezione è importante. Sia per me sia per il cliente».

I tuoi genitori sanno che lavoro fai?

Carolina: «No. Loro pensano che lavori nell’amministrazione pubblica».

Raffaella: «Assolutamente no. A mamma e papà ho detto che sarei venuta qui per lavorare nel turismo».

E se un giorno dovessero venire a trovarti?

Carolina: «Sono già venuti più volte. Ma devi sapere che io ho una casa nella periferia di Milano. Quando i miei genitori mi fanno visita, vengono lì. Loro pensano che io viva e lavori in Italia. È terribile portarsi questo segreto dentro. Però penso che non lo svelerò mai».

Raffaella: «Preferisco non pensarci. Io vivo all’Oceano. La stanza in cui lavoro è anche quella in cui abito. Se dovessero arrivare, non saprei neanche dove metterli. No, per adesso sono io che torno a trovarli».

Il letto in cui dormi è lo stesso in cui ricevi i tuoi clienti?

Carolina: «Sì. Per fortuna che per due notti a settimana dormo a Milano».

Raffaella: «Certo. A fine lavoro si pulisce, si cambiano le lenzuola. E ci si mette a dormire».

Come ti comporti quando, nel tuo tempo libero, qualcuno ti fa il filo?

Carolina: «Come qualsiasi altra donna. Il lavoro è il lavoro. Ma fuori di qui io sono un’altra persona».

Raffaella: «Sono un essere umano. Gli dò retta, se mi piace».

Si può avere una relazione seria facendo contemporaneamente la prostituta?

Carolina: «Io ho avuto il ragazzo per 12 anni di fila. Non mi ha mai giudicata. E io riuscivo ad amarlo».

Raffaella: «Penso di sì. In fondo quello che succede qui è tutto meccanico. Non ci sono sentimenti».

Dove farai la tua prossima vacanza?

Carolina: «A Rimini. Amo il mare. Guadagno così bene che posso fare diverse settimane di ferie all’anno».

Raffaella: «Sto risparmiando per una crociera sul Mediterraneo».

Come funziona la tua giornata tipo?

Carolina: «Ci alziamo verso le 10, a volte 10.30, facciamo colazione. Poi si guarda un po’ di televisione, si chiacchiera. Ed è subito ora di lavorare. Faccio una vita monotona, noiosa, con giornate quasi sempre uguali».

Raffaella: «La giornata ce la gestiamo un po’ noi. In queste settimane comunque stacco poco dal lavoro. Sono impegnata 7 giorni su 7 praticamente. Più clienti ho, più soldi faccio».

Cosa succede quando ti ritrovi di fronte un cliente brutto?

Carolina: «Cerco di rendermi conto che anche lui ha un cuore e ha diritto a stare bene con una donna. Ci sono tante persone sole che vengono qui. E noi per loro abbiamo anche un ruolo sociale».

Raffaella: «Tento di vedere in lui qualcosa di bello. Oppure immagino le banconote stampate sulla sua fronte».

Te lo ricordi il primo cliente che hai avuto?

Carolina: «Sì. Fare certe cose con uno sconosciuto mi faceva stare molto male. Per fortuna che lui era gentile».

Raffaella: «Sì. Me lo ricordo. Un uomo carino, mi ha preso per due ore, pagandomi bene. È stato un bell’incoraggiamento».

La cosa più strana che ti hanno chiesto di fare?

Carolina: «Farsi sputare in faccia. Una follia».

Raffaella: «A me fa ancora strano vedere uomini che vogliono essere picchiati. Ce ne sono tanti».

Sei religiosa?

Carolina: «Né sì, né no. È un tema che non mi tocca molto al momento».

Raffaella: «Sì. Ma so dove vuoi arrivare. Questo mestiere esiste. E quindi si può fare».

Nel tuo futuro vedi un matrimonio e una famiglia?

Carolina: «Sarebbe bello. Ma il problema è che voi uomini siete poco seri. Me ne rendo conto col mio lavoro. Tutti i giorni arriva gente sposata, che scappa dalla quotidianità. Di certo non continuerò a lungo a fare questo mestiere. Sono stufa».

Raffaella: «Ci penso poco adesso. Ora sono concentrata sul lavoro. Ma se mi innamoro, perché no?»

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