TICINO
14.08.2012 - 16:560
Aggiornamento : 22.11.2014 - 19:14

Corvi impiccati, minacce al presidente degli orticoltori ticinesi

Renato Oberti ha ricevuto telefonate intimidatorie: "Perché ve la prendete con me? Io non ho ordinato nessuna uccisione"

BELLINZONA - In Renato Oberti, presidente dell'OrTI, l'associazione che raggruppa gli orticoltori ticinesi c'è un'ansia profonda che si è trasformata in paura e rabbia.

E' bastato rilasciare un'intervista per essere oggetto di diverse chiamate con contenuti denigratori ed intimidatori. Su Ticinonline ha spiegato le difficoltà dei coltivatori ticinesi nel difendere i propri campi dai corvi e della lotta quotidiana del settore per sopravvivere, in un settore esposto alla spietata concorrenza internazionale.

"Perché ve la prendete con me? Io non ho ordinato nessuna uccisione e non capisco il motivo di queste minacce - spiega Oberti. Io ho una famiglia, faccio il mio lavoro, tutelare cioè una categoria, quella degli orticoltori, che lavora in stretto contatto e in armonia con la natura. Di certo non sono un promotore dell'uccisione di corvi. Gli orticoltori poi, non hanno deciso da soli, ma hanno chiesto al Cantone come agire.  Noi stiamo cercando delle soluzioni migliori e rispettose di tutti gli esseri viventi. Sono certo che chi ha agito in quel modo non lo ha fatto con cattiveria o con il gusto di uccidere, ma con uno scopo ben preciso, quello di salvare le coltivazioni, in collaborazione, ripeto, con le autorità cantonali".

Nelle parole di Oberti vi è l'amarezza nei confronti di chi ha addirittura minacciato telefonicamente di occupare i campi e danneggiare i raccolti. "Sono intimidazioni che fanno male. Io, personalmente, ritengo che l'essere umano debba essere rispettato. Il valore dell'essere umano non ha prezzo. Dico questo perché in Ticino la nostra associazione si impegna affinché chi va quotidianamente sui campi, abbia condizioni di lavoro dignitose. Ed è perciò inconcepibile la posizione di chi dice di voler boicottare i prodotti coltivati in Ticino o addirittura distruggerli, perché vi sono stati dei corvi uccisi. Perché così facendo si dimentica che la verdura o la frutta che arriva dalla Spagna o dall'Africa, il più delle volte è coltivata e raccolta da gente sfruttata. Noi cerchiamo in tutti i modi di evitare lo sfruttamento, concedendo condizioni di lavoro socialmente all'avanguardia, alla pari o addirittura migliori che nelle cooperative. Poi, è vero, il disonesto c'è sempre".

Oberti, infine, solleva un interrogativo riguardante il ruolo della Spab, la Società Protezioni Animali di Bellinzona che questa mattina ha diffuso un comunicato stampa rendendo pubblico il caso con tanto di fotografia allegata. "Non capisco proprio perché la Spab debba denunciare questi episodi, quando è il Cantone che ordina questo tipo di interventi".

p.d'a.

 

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