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TICINO
14.06.2012 - 18:470
Aggiornamento : 23.11.2014 - 03:59

Livelli "1" o "2"? "Una questione di appartenenza sociale"

BELLINZONA - Manca ormai un giorno alla fine dell'anno scolastico 2011-12. Nelle ultime settimane in Ticino il tema della scuola è tornata di attualità. Nel dipartimento dell'educazione della cultura e dello sport si discute ultimamente di reintrodurre la cosiddetta "ora di classe" a scapito della lezione di lingua inglese.

Le sfide del direttore Bertoli sono parecchie. Un'altro tema dibattuto ultimamente è quello che riguarda la richiesta dei Verdi di abolire i livelli "1" e "2", per consentire pari opportunità a tutti gli allievi.

Nel merito il Sisa ha presentato ieri uno studio in cui emerge che "l'origine sociale degli allievi incide in maniera considerevole sulle loro scelte curricolari, e di conseguenza anche sull'iter fomrativa che essi intenderanno percorrere".

I ragazzi appartenenti a ceti sociali medio-bassi sono risultati sovrarappresentati nei livelli 2, mentre quelli che provengono da famiglie benestanti frequentano in larga maggioranza i livelli che consentono di accedere agli studi medio-superiori.

Un altro dato di forte rilevanza è quello inerente il ricorso alle lezioni private: dal sondaggio effettuato dal SISA è risultato che il 18.91% degli allievi di classe privilegiata segue lezioni private, mentre nessuno dei ragazzi meno agiati lo fa. Chi se lo può permettere, dunque – perché l'alto costo di queste lezioni private è ben noto – arrotonda ulteriormente i propri voti verso l'alto, mentre chi già si trova in difficoltà rimane de facto in balia delle carenze dell'attuale gestione della scuola pubblica.

Secondo il SISA "sarebbe deprecabile, nonché altamente anti-scientifico, affermare che questa netta forbice tra più abbienti e meno abbienti sia dovuta ad un'innata capacità dei primi, e rispettivamente incapacità dei secondi, dato che le potenzialità sono distribuite equamente in tutte le fascie della popolazione. Sono piuttosto le condizioni di studio e gli strumenti messi a disposizione a dimostrarsi insufficienti, ledendo in tal modo il principio delle pari opportunità che la scuola pubblica dovrebbe garantire in una società che vuole dirsi davvero democratica".

"Il modello selettivo promosso da Generazione Giovani e dai Giovani UDC - si legge nella nota - non farebbe dunque altro che inasprire queste condizioni: non è attraverso la creazione di classi omogenee che passa la risoluzione dei problemi della scuola media ticinese, il cui modello integrativo rimane un atout positivo rispetto ad altre realtà cantonali, bensì l'insufficiente supporto che questa fondamentale istituzione riceve: vent'anni di tagli alla scuola pubblica non hanno fatto che aggravare la situazione. Porte chiuse, dunque, alle tesi dei «segregazionisti». Soddisfazione, invece, per l'iniziativa dei Verdi, passati dalla parte di questa rivendicazione che il SISA promuove fin dal 2003, anno della sua fondazione".

Il Sisa, però, pone delle condizioni all'abolizione dei livelli. "Essa non farebbe che perpetuare la situazione attuale: secondo il SISA è asolutamente fondamentale che vengano tale provvedimento sia applicato con delle necessarie misure di accompagnamento, ad esempio attraverso una vera diminuizione del numero degli allievi per classe (perché quanto promosso da Bertoli di recente non cambia la sostanza dei problemi vigenti attualmente), un piano per l'edilizia scolastica, perché casi come quello del CPC di Chiasso non si possano più ripetere, un miglior rapporto numerico docenti/studenti, più lezioni e docenti di sostegno, nonché la generalizzazione di servizi quali mense e doposcuola, come la recente iniziativa del Comitato SOS – di cui il SISA fa parte – consegnata qualche settimana fa, chiede".

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