Keystone - foto d'archivio
SVIZZERA
04.08.2019 - 10:190

Residenti all'estero ma in campo per un posto a Berna

Sono oltre 50 gli svizzeri all'estero che vogliono far parte del Consiglio Nazionale

BERNA - Vengono da Spagna, Giappone e Germania e vogliono far parte del Consiglio Nazionale: gli svizzeri all'estero intendono portare la voce della quinta Svizzera a Palazzo Federale. Il sostegno fornito loro nelle elezioni di ottobre varia da un partito all'altro.

In diversi cantoni sono fiorite le liste internazionali UDC e PS che hanno in lizza cittadini con passaporto rossocrociato e residenza oltre i confini nazionali. In totale oltre 50 di loro scenderanno in campo per un posto a Berna.

I 760'000 svizzeri all'estero hanno tutti il diritto di voto e di eleggibilità per il Nazionale (in certi cantoni anche per gli Stati), ma per esercitarlo devono essere iscritti in un registro. Circa 175'000 lo hanno fatto e possono quindi essere considerati politicamente attivi, ha spiegato a Keystone-ATS la direttrice dell'Organizzazione degli Svizzeri all'estero (OSE) Ariane Rustichelli. A suo avviso il 40-45% di questi ultimi parteciperà al voto.

C'è però anche chi, come detto, scende in campo in prima persona. L'UDC Internazionale ha lanciato la campagna nei Grigioni con candidati che vivono o hanno vissuto all'estero o che potrebbero essere ambasciatori della Svizzera oltre frontiera. Fra di loro Hansjürg Lippuner, che gestisce una scuola di informatica nel sud della Germania. Lippuner ha motivato la sua candidatura menzionando l'interesse per questioni quali i conti bancari in Svizzera, ma anche l'AVS e l'AI per gli svizzeri all'estero, nonché il futuro dell'assicurazione malattia.

La giurista in pensione Christine Löhrer, che vive all'estero da sei anni, si è messa in corsa sulla lista bernese del PS internazionale. Intende portare all'attenzione del parlamento le preoccupazioni della quinta Svizzera. «In Thailandia ho visto le difficoltà che i concittadini devono affrontare quando sono chiamati a fare affidamento sulle assicurazioni sociali», osserva. Löhrer auspica un diritto di voto senza restrizioni anche per i detentori di passaporto rossocrociato all'estero, poiché hanno ancora legami con il paese di origine. «Oggi vivo a Maiorca come se mi fossi trasferita da Berna a San Gallo», afferma la giurista.

Da parte sua, il PLR punta principalmente sui candidati che vivono nella Confederazione. Hanno più chance di essere eletti e quindi maggiori possibilità di far conoscere in parlamento le preoccupazioni degli espatriati, sostiene Roger Kölbener, presidente della sezione internazionale del PLR. «Chiediamo ai nostri candidati sulle liste cantonali se si impegnano a favore del manifesto del PLR internazionale e delle preoccupazioni degli svizzeri all'estero», spiega Kölbener. Chi è disposto riceverà sostegno e figurerà sul sito web del PLR internazionale.

Anche il PPD prende in considerazione le preoccupazioni degli elettori all'estero a livello parlamentare, afferma il suo portavoce Michaël Girod. Egli mantiene i contatti con loro attraverso l'OSE. Le sezioni cantonali, invece, sono responsabili della stesura dei propri elenchi degli espatriati.

Per quanto riguarda i Verdi, che pure lavorano regolarmente con l'OSE, l'impegno è quello di creare una rete con altri paesi. Per problemi come la crisi climatica le soluzioni travalicano i confini nazionali, nota la segretaria generale Regula Tschanz. Tra gli ambientalisti ginevrini esiste un elenco "transfrontaliero" di cinque candidati, la maggior parte dei quali vive in Francia. Le loro principali preoccupazioni sono i trasporti pubblici e l'istituzione di una grande regione di Ginevra ecologica e solidale.

L'OSE deve però rimanere politicamente neutrale. «Se qualcuno vuole candidarsi, consigliamo di mettersi in contatto con un partito», spiega Rustichelli. Al congresso dell'OSE in agosto i partiti possono presentarsi. Un aiuto giunge anche da Swissinfo, il sito di SRG SSR rivolto all'estero, che propone una classifica dei candidati dal punto di vista dell'esterno del paese.

Se un cittadino elvetico con residenza fuori dalla Confederazione dovesse essere eletto il prossimo 20 ottobre non sarebbe comunque la prima volta. Nel 2015 infatti l'ex diplomatico Tim Guldimann ha conquistato il suo seggio di consigliere nazionale da Berlino, presentandosi sotto l'egida del PS di Zurigo. Si è però poi dimesso due anni più tardi, giudicando difficile fare politica in un ambiente diverso da quello in cui vive. Una posizione peraltro non condivisa da Christine Löhrer, secondo la quale Guldimann, quale ex diplomatico, era meno confrontato con i problemi pratici degli svizzeri all'estero.

Dal canto suo Lippuner, che vive fuori dai confini patri dal 1992, ritiene che quello di consigliere nazionale sarebbe per lui un lavoro a tempo pieno: in caso di elezione prevede di essere perciò molto spesso in Svizzera. Essere membro del parlamento non significa solo andare a Berna per le sessioni, sottolinea.

Commenti
 
miba 3 sett fa su tio
Siamo messi sempre peggio.....
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Ultimo aggiornamento: 2019-08-26 11:48:20 | 91.208.130.86