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SVIZZERA
12.04.2019 - 07:550
Aggiornamento : 08:53

Sondaggio SSR, doppio sì il 19 maggio

Il 66% delle persone interrogate si è detto favorevole ad un inasprimento della legge sulle armi e il 54% all'accoppiata riforma fiscale-finanziamento dell'AVS

BERNA - Un chiaro sì all'inasprimento della legge sulle armi e un sì più tirato all'accoppiata riforma fiscale-finanziamento dell'AVS: questo il risultato del primo sondaggio SSR in vista della votazione federale del 19 maggio. Il 66% delle persone interrogate a fine marzo dall'istituto gfs.bern si sono dette più o meno favorevoli riguardo al primo oggetto, il 54% riguardo al secondo.

Il progetto di riforma fiscale e finanziamento dell'AVS (RFFA) è pienamente appoggiato dal 26% degli interrogati, mentre un altro 28% è "piuttosto favorevole", per un totale del 54%. Decisamente contrario è invece il 21%, e piuttosto contrario il 16%, per un totale del 37%. Il rimanente 9% non ha dato una risposta.

Nonostante i 17 punti di scarto che separano i sì dai no, il risultato non è ancora acquisito, secondo gfs.bern, che parla di una maggioranza per il sì ancora "risicata e instabile".

Il testo viene criticato sia a destra che a sinistra. Gli elettori più favorevoli sono quelli di PLR e PPD, mentre i simpatizzanti dell'UDC si oppongono con il 55%. La sinistra sembra invece piuttosto divisa nonostante gli ordini di partito.

Il "sì" tende a prevalere in particolare nelle città e la motivazione principale risiede nella sicurezza delle rendite, mentre il rischio di delocalizzazione delle imprese o i timori di finire su una lista nera sono argomenti che non fanno particolarmente breccia.

Il campo dei "no" conta invece su tre argomenti di peso: il raggruppamento di due temi diversi in un solo pacchetto, la minaccia di perdite fiscali e l'impedimento di una vera riforma AVS.

In conclusione, il "sì" dispone al momento di una maggioranza fragile, considerando che gli argomenti dei contrari a questa riforma parlano sia all'elettorato di destra che a quello di sinistra. La campagna nelle prossime settimane sarà quindi intensa, scrive gfs.bern.

Legge sulle armi

L'opinione sembra invece fatta sull'inasprimento della legge sulle armi, votato dal parlamento per adeguarsi alle nuove esigenze dell'Unione europea e mantenere la Svizzera nel trattato di Schengen, e contro il quale le associazioni di tiratori hanno lanciato il referendum con il sostegno dell'UDC.

Decisamente a favore il 50% degli interpellati, piuttosto a favore il 16%, per un totale del 66%. Sull'altro fronte, solo il 25% è decisamente contrario e l'8% piuttosto contrario, per un totale del 33%, mentre i "non so/non risponde" sono soltanto l'1%.

Le persone di una certa età, meglio formate e residenti in città sono maggiormente favorevoli alla legge. A livello di partiti, l'UDC sembra opporsi sola contro tutti al testo: i tre quarti dei suoi simpatizzanti sono contrari al testo. In tutte le altre formazioni una netta maggioranza è a favore dell'inasprimento.

Per la maggioranza degli intervistati la vita umana è più importante della libertà di portare armi. Inoltre, per la maggior parte la legge non ha alcun impatto negativo per i tiratori. Attualmente, nessun argomento degli oppositori, come il carattere "anti svizzero" delle nuove direttive, sembra convincere.

Le idee dei cittadini sembrano essere relativamente chiare su questo argomento. Un'evoluzione delle intenzioni di voto, ad esempio fra i senza partito, può ancora modificare la quota dei "sì", ma la maggioranza non dovrebbe subire alcun ribaltone.

Un sondaggio Tamedia pubblicato la settimana scorsa indicava a sua volta un doppio sì popolare il 19 maggio, ma di proporzioni differenti: un 62% di sì e un 30% di no per la RFFA, un 53% di sì contro un 46% di no per l'inasprimento del diritto sulle armi.

Il sondaggio di gfs.bern commissionato dalla SSR si è svolto tra il 25 marzo e il 4 aprile interpellando 5925 persone in tutta la Svizzera. Il margine di errore è valutato a +/- 2,9 punti percentuali.

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