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30.01.2019 - 15:140

Una via bilaterale a lungo termine

Il Consiglio federale intende consolidare le relazioni con l'Unione europea, mantenendo però la massima autonomia politica

BERNA - I negoziati con l'Unione europea sull'accordo quadro istituzionale e il nuovo orientamento della cooperazione allo sviluppo hanno caratterizzato la politica estera della Confederazione nel 2018. Il governo intende garantire a lungo termine la via bilaterale tramite un consolidamento delle relazioni con l'Ue, ma è deciso a mantenere le massima autonomia politica possibile.

Lo scorso anno tra Bruxelles e Berna è stato raggiunto un risultato che «rispecchia in ampia misura gli interessi della Svizzera», sottolinea il rapporto sulla politica estera 2018 approvato oggi dal Consiglio federale. Tuttavia, alcune questioni fondamentali sono rimaste aperte in numerosi dossier, mentre l'Ue dal canto suo voleva arrivare a una soluzione prima dell'inizio dei negoziati sulla Brexit.

A inizio dicembre il governo ha avviato una consultazione sull'esito dei negoziati, il cui risultato verrà reso noto solo in primavera. In seguito, in base ai risultati ottenuti, verranno definite le azioni da intraprendere.

Rafforzare le relazioni - Le relazioni e gli scambi con l'Unione europea durante il 2018 sono stati numerosi: oltre la metà delle visite ufficiali effettuate dai sette "ministri" negli Stati membri dell'Ue o dell'Associazione europea di libero scambio (AELS) riguardava Paesi limitrofi. Inoltre, gli scambi con Italia, Germania, Francia ed Austria rappresentano due terzi del volume globale degli scambi commerciali con l'Unione europea.

Le relazioni della Confederazione con i Paesi vicini continueranno a essere rafforzate nel 2019, sottolinea il rapporto. Il Consiglio federale intende inoltre seguire da vicino la situazione in Gran Bretagna e la ridefinizione delle relazioni bilaterali dopo la Brexit.

La Svizzera nell'anno appena trascorso ha anche intrattenuto contatti bilaterali diversificati con Paesi prioritari come Cina e Stati Uniti.

Maggior sicurezza - Il 2018 è stato fondamentale anche per la cooperazione allo sviluppo internazionale della Svizzera nei prossimi anni. Il Consiglio federale, nel novembre 2018, ha definito i punti essenziali in questo ambito per il periodo 2021-2024. L'accento verrà messo su aspetti economici, anche tramite una maggior mobilitazione del potenziale del settore privato, indica il rapporto. Oltre alla sicurezza umana e alla riduzione della povertà, sarà intensificato il legame strategico tra la politica della migrazione e la cooperazione internazionale.

Nell'ambito del suo impegno umanitario, la Svizzera ha prestato particolare attenzione alle crisi in Siria e Yemen, oltre a fornire un sostegno mirato ai processi di pace in Ucraina, Mozambico e Colombia.

Dal rapporto emerge anche che lo scorso anno la Confederazione ha rilevato numerosi problemi nell'ambito della sicurezza. Il territorio elvetico è infatti stato teatro di diversi attacchi informatici nei confronti di infrastrutture sensibili, di attività di intelligence proibite e di un'elevata minaccia terroristica.

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