Keystone
GINEVRA
23.01.2019 - 16:220
Aggiornamento : 18:06

Il Consiglio di Stato toglie altre competenze a Maudet

L'esecutivo ha attribuito a un altro membro quel che del Dipartimento della sicurezza ancora era nelle mani del politico sotto inchiesta per accettazione di vantaggi

GINEVRA - Le competenze del consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet (PLR), al centro di una bufera politico-giudiziaria, sono ulteriormente state ridotte. Nella sua seduta settimanale odierna, l'esecutivo ha attribuito a un altro magistrato quel che del Dipartimento della sicurezza ancora era nelle mani del politico sotto inchiesta per accettazione di vantaggi. Maudet guiderà uno smilzo dicastero della promozione economica.

La ridistribuzione dei dipartimenti nel governo ginevrino decisa oggi entrerà in vigore il primo febbraio prossimo, ha comunicato lo stesso Consiglio di Stato, presente in corpore a una conferenza stampa, al termine della riunione odierna.

Mauro Poggia (Mouvement citoyens genevois/MCG, regionalista), che in settembre aveva assunto ad interim la direzione della polizia sarà il nuovo capo del Dipartimento della sicurezza, dell'impiego e della sanità (DSES). Il dicastero comprende polizia, carceri, uffici della popolazione, della migrazione, della protezione civile e degli affari militari, di cui in precedenza era responsabile Maudet. Poggia già dirigeva impiego e sanità.

Maudet sarà il capo del nuovo Dipartimento dello sviluppo economico (DDE). Conserverà dunque la direzione generale dello sviluppo economico, della ricerca e dell'innovazione. Sarà pure, tra l'altro, il responsabile dei porti franchi.

La ridistribuzione delle carte nell'esecutivo concerne anche altri "ministri": in particolare nel Dipartimento delle finanze e delle risorse umane (DF) diretto da Nathalie Fontanet (PLR) confluirà l'Ufficio fallimenti, finora nella mani di Maudet. Quest'ultimo cede inoltre al collega Thierry Apothéloz (PS), capo del Dipartimento della coesione sociale (DCS), la sorveglianza dei Comuni.

La vicenda giudiziaria di Maudet costituisce una grave crisi per il Consiglio di Stato. In seguito all'apertura di una prima indagine per accettazione di vantaggi in merito a un lussuoso viaggio del 2015 ad Abu Dhabi, vicenda poi seguita da altre rivelazioni compromettenti, il governo aveva già deciso in settembre di togliere al magistrato liberale radicale alcune competenze, ossia in particolare la presidenza del collegio e la polizia. La privazione del settore della politica di pubblica sicurezza si spiegava con il fatto che alla stessa compete il ministero pubblico, che sta istruendo l'inchiesta contro Maudet.

Una settimana fa il Consiglio di Stato, prendendo atto della volontà del magistrato di non dimettersi dalle sue funzioni, aveva decretato che le misure erano ormai valide a tempo indeterminato.

Le decisioni odierne «sono state prese all'unanimità meno un voto, quello di Pierre Maudet», ha dichiarato davanti ai media il presidente dell'esecutivo Antonio Hodgers (Verdi), confermato definitivamente nella funzione presidenziale dal collegio. «È fondamentale per Ginevra fornire stabilità alle istituzioni, a prescindere dal seguito del procedimento penale», ha detto.

Il Consiglio di Stato ritiene che la capacità del magistrato di realizzare progetti e politiche pubbliche che comportano un controllo, una supervisione o un'autorizzazione sia ridotta.

Maudet ha sottolineato il suo «attaccamento all'istituzione (esecutiva) e alla collegialità». Ha aggiunto: «Non condivido le decisioni prese né le modalità con cui sono state adottate, ma mi investirò pienamente nella politica pubblica che mi è stata assegnata». Non c'è una politica pubblica «di poco conto (...). Importa quello che ne facciamo». Il politico non ha comunque escluso di ricorrere contro la decisione del governo: «Vedremo se se mi servirò di questa possibilità».

Sulla scia degli avvenimenti che hanno turbato il buon funzionamento dell'istituzione in questi mesi, il governo ha pure promesso adeguamenti politico-istituzionali. Entro la fine del mese sarà presentata una modifica costituzionale volta a rinunciare alla figura di un presidente dell'esecutivo per un'intera legislatura, in vigore dal 2013: Ginevra, fatto salvo il voto popolare obbligatorio, tornerà dunque al modello che vige a livello federale e quasi in tutti i Cantoni, ossia una presidenza a rotazione della durata di un anno.

L'esecutivo assicura inoltre la massima collaborazione alle commissioni parlamentari che si stanno occupando di progetti in merito alla destituzione di un "ministro" in carica e al rafforzamento delle regole in materia di accettazione di regali da parte dei membri di esecutivi.

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