Keystone
SVIZZERA
07.03.2018 - 07:350
Aggiornamento 09:48

Il Nazionale discute sulla pedofilia

Nuova giornata di lavoro per le camere federali: tanti i temi caldi in agenda

BERNA - Il Consiglio nazionale (08.00-13.00 e 15.00-19.00) inizierà la giornata esaminando, a livello di divergenze, delle norme d'applicazione dell'iniziativa di Marche Blanche che vuole impedire ai pedofili di lavorare a contatto con bambini. A dividere le camere sono soltanto le relazioni giovanili.

La Camera del popolo affronterà in seguito, anche qui a livello di divergenze, la spinosa questione legata ai termini di prescrizione per le persone che hanno subito danni in seguito all'esposizione all'amianto.

La commissione preparatoria propone di mantenere la decisione di prorogare a 20 anni il termine di prescrizione assoluto in caso di danni alle persone. Oggi può infatti accadere che il diritto a un risarcimento decada prima che la persona interessata possa rivolgersi alla giustizia se il danno impiega molto tempo a manifestarsi.

Il Nazionale tratterà anche l'Accordo aggiuntivo al Fondo per la sicurezza interna dello spazio Schengen, che la commissione preparatoria propone di adottare. La Svizzera vi parteciperà con circa 20,6 milioni di franchi all'anno.

Altro tema in agenda: l'iniziativa popolare "Per alimenti equi". Il testo è già stato bocciato dalle due camere. Gli Stati hanno però introdotto una divergenza a livello redazionale riguardante il testo in italiano dell'iniziativa.

Da parte sua, il Consiglio degli Stati (08.00-13.00) si occuperà delle divergenze in merito alla legge sui servizi finanziari e a quella sugli istituti finanziari. La commissione propone di allinearsi al Nazionale per la maggior parte dei punti in sospeso.

Tra le divergenze che propone di mantenere vi è la deroga al diritto di revoca che la commissione vuole limitare a quelle offerte che vengono sottoposte ai clienti esistenti di un istituto finanziario.

I "senatori" si occuperanno poi della deducibilità fiscale delle multe inflitte all'estero. Per la commissione le pene pecuniarie e le sanzioni amministrative inflitte fuori dai confini nazionali contro le aziende dovrebbero essere deducibili fiscalmente.

L'esperienza avrebbe infatti mostrato che queste sanzioni sono molto spesso legate ad aspetti politici e che solo in pochi casi le aziende interessate violerebbero volontariamente il diritto straniero. La deduzione deve continuare invece a essere esclusa per i versamenti di retribuzioni corruttive e le spese finalizzate a rendere possibili reati, nonché per le multe e le sanzioni inflitte in Svizzera.
 
 

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